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martedì 19 settembre 2017 ore 15:36
S. Gennaro
IL GIORNALE IN EDICOLA
LETTERE
Verde a Lodi
Si accaniscono su queste povere piante come dei nazisti
7 luglio 2017

Caro direttore,

mi preme tornare a parlare dl verde di Lodi perché sembra che la cosa interessi a niente e nessuno, come si dice dalle nostre parti, “ l’è cume dag la biada al’asu ”.

Più di un anno fa ho segnalato la massiccia presenza di edera sui tre cedri posti vicino ai vecchio ingresso dell’ospedale; nessuno ha ancora avuto mezz’ora di tempo per provvedere a tagliare alla base l’infestante che tra non molto avrà la meglio sulle essenze ¡n questione.

Già da anni il verde dell’ospedale è conciato da schifo, vediamo di dare un colpo di grazia ad un angolo che dà ancora un pochino di decoro e poi sarà mia premura dare pubblicamente dell’incompetente (per non andare oltre con epiteti piu’ coloriti) ai “maghi della botanica” di turno.

La novità assoluta sono invece i due cedri di piazza L. Savarè dei quali allego foto.

lo penso per fare un paragone brutale che neanche il peggiore dei nazisti si sia accanito così con i prigionieri.

La prima pianta, quella verso la via Emilia era stupenda a vedersi, tanto per maestosità quanto per forme ma.... zac !!, il genio di turno ha fatto passare il coiffeur pour plantes a dare una spuntatina a fare un “taglio mare” visto l’avvicinarsi della stagione estiva !

Ora, vorrei fare se possibile fare i complimenti al Dostoevskij della situazione visto che se è vero che la bellezza salverà il mondo, il mio consiglio è di fare una bella visita dall’oculista per agire meglio o quantomeno limitare i danni in futuro.

Lasciamo stare i costi della piattaforma che tanto vengono spalmati sui cittadini che ne hanno da buttare, ma se è vero il proverbio “ufelè fa el to meste’ “consiglio ai giardinieri di provare a ricollocarsi come fabbro, o saidor, magari riesce a limitare le brutture.

Da ultimo, le conifere non sono pomacee o drupacee, non vanno potate se non per togliere il secco fisiologico, non fanno frutta per cui, ripeto il concetto : chi pota le conifere personalmente Io considero a livello di chi imbratta muri e treni e a “lasciare basiti” (ahimè, i pochi) che hanno ancora il gusto dei bello e delle forme armoniose che madre natura ci dona da apprezzare.

Cordiali saluti,

Paolo Chiappa

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4 commenti.
bruno59 10 luglio 2017 07:01
E quindi Pampurio?
Che cosa hanno le conifere rispetto ad un cedro del libano o un acero giapponese?
Io mi preoccuperei delle infestanti...
O degli ulivi strappati in Puglia per venderli qui e metterli nelle aiuole spartitraffico..
È questione di buon gusto e buona gestione del verde...
PAMPURIO 08 luglio 2017 11:18
Non sto facendo distinzioni fra piante autoctone e non. Parlo di conifere.
Bruno59 , se cerca Pioppo vede fotografie di pianura, se cerca Palma vede fotografia di mare, de cerca Platano vede fotografie di pianura, se cerca Conifere vede foto di montagna, se cerca vite fotografie di colline e così via.
Chissà perchè...
bruno59 07 luglio 2017 20:58
Si,radiamo al suolo almeno metà dei giardini con vegetazione non autoctona...
Abbattiamo Villa Carlotta..
Ah..smettete di piantare pomodori.Non sono italiani
PAMPURIO 07 luglio 2017 13:53
Le conifere, in pianura padana, non ci dovrebbero proprio essere.
Andrebbero potate alla base.