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S. Orsola e compagne
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LETTERE
Lodi
Smettetela di scrivere che è il parco della paura
16 giugno 2017

Egregio direttore,
scrivo alla sua rubrica perché davvero sono stanca di leggere tra i titoli e negli articoli pubblicati sul suo giornale la definizione di zone della nostra città come luoghi di paura e terrore. Il parco di via Fascetti non può essere continuamente definitivo dai suoi giornalisti «il parco della paura»! Credo che un giornalismo serio debba riportare i fatti senza suggestionare chi legge. La paura è una emozione primaria dell’essere umano e come tale va - da chi sa usare le parole con intelligenza - semmai contenuta, non istigata. Quando io passo da via Fascetti non ho per nulla paura, chi ha subito uno scippo, invece, - in via Fascetti o altrove – vivrà certamente l’emozione della paura, che passi da via Fascetti, in corso Roma o lungo le rive dell’Adda. E proprio davanti a questo dato di fatto, non riesco a giustificare che un giornale insista nel demonizzare quel parco creando una sorta di «timore preventivo», tra l’altro ben strumentalizzato da alcune forze politiche durante questa campagna elettorale.Un giornalismo che si rispetti e rispettoso dei suoi lettori dovrebbe, secondo il mio pensiero - ma non solo mio - riportare i fatti per come sono avvenuti, soprattutto se stiamo parlando di cronaca. Le conclusioni, le supposizioni, le emozioni, i timori e le paure che quelle parole saranno in grado di suscitare saranno – e così devono essere - un onere a carico dei soli lettori. Grazie per l’ospitalità!

Maria Ester Savarè

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63 commenti.
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jena 23 giugno 2017 12:01
Il drago verde è la fontanella dove ci si dava l'appuntamento. Questo come chiamarlo xenon? Il posto della paura? Perché di parco ne ha ben poco. Che ne dite?
sergioalessi 23 giugno 2017 11:41
la signora Savarè non più nulla da dire?
xenon 23 giugno 2017 10:35
E' vero, basta scrivere che è il parco della paura. Togliamo la parola parco.
miriam 23 giugno 2017 08:23
jena sempre molto galante
jena 22 giugno 2017 15:07
miriam ho detto campane. Non carampane.
francofarfa 22 giugno 2017 14:59
Veramente passo di li spesso facendo un giretto di sera o nel tardo pomeriggio ed intorno a quelle stesse panchine fotografate c'è uno sporco spaventoso... Dai, mai visto così pulito, neanche anni prima che arrivassero le orde di migranti. Il colmo sarebbe pulire per poi fare la foto...
sergioalessi 22 giugno 2017 10:31
la signora Savarè per caso fa parte della presidenza del consiglio comunale? se si capisco l'accaloramento nel suo scritto.
sergioalessi 22 giugno 2017 10:29
in una lettera di qualche giorno fa un lettore scriveva di aver visto un umano defecare dietro una siepe. le deiezioni canine vengo raccolte e quelle umane?
miriam 22 giugno 2017 10:28
jena una cosa che non sono è proprio l'essere stonata (così mi dicono) :-)
jena 22 giugno 2017 10:08
ODI nel senso di sentire. Certamente. Bisogna sentire tutti. Anche le vecchie campane stonate.