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Ma tra Paullo e Tavazzano si continua a morire di tumore
3 aprile 2017

Nella seconda metà degli anni novanta per incarico del senatore Michele Bucci di Casalpusterlengo, operando in Pronto Soccorso eseguii un’indagine sulla morbilità per tumori nell’area da Paullo a Tavazzano e ne sottolineai l’elevata incidenza. Ricordo anche il convegno molto partecipato su questo tema tenuto da U. Veronesi al Teatro alle Vigne, sempre negli anni novanta.

Ma nonostante i dibattiti, numerosi e qualificati, nonostante i rilievi chimici preoccupanti raccolti sui licheni, nonostante l’attenzione dell’ASL e dei media locali, poco o nulla è migliorato perché in quell’area ci si ammala ancora inesorabilmente, con incrementi di oltre il 10% di tumori polmonari, meningoencefalici e della crasi ematica, e si continua a morire. Se si visitano i cimiteri di quelle cittadine, Paullo compresa, colpisce la giovane età dei defunti, ragazzi e bambini compresi.

Un cittadino di Tavazzno, Franco B. è in cura per linfoma; in queste ore, 30 marzo, due funerali vengono celebrati a Paullo, uno di Ilaria B. di anni 21, una bella signora deceduta per neoplasia cerebrale, l’altro di Rosa C. di anni 49, anch’essa deceduta per neoplasia.

I provvedimenti contemplati sul territorio, riguardanti in particolare un’industria chimica del Paullese e quella termo-elettrica di Montanaso e Tavazzano, discussa da anni, sono stati finora modesti e quindi con risultati poco efficaci. Queste industrie ed aziende continuano ad inquinare perché per vari motivi non è ben accetto il loro ridimensionamento e tanto meno la loro soppressione. Oltre a questo, di asbesto ve n’è ancora tanto sui nostri tetti – sebbene siano tangibili alcuni interventi dell’ASL - ed il PM10 elevato per più cause concomitanti, tra cui il clima, non è purtroppo una rarità nel Lodigiano. Non so se nei cassetti delle istituzioni ci siano interventi allo studio. Credo di sì, perché di certo la rassegnazione ed il tirare a campare non sono peculiarità della nostra civile e laboriosa regione.

Purtroppo la ricerca del benessere richiede da sempre lo scotto di vite umane, un po’ come il mare lo richiede oggi ai migranti alla ricerca di un livello di più accettabile sopravvivenza!

Beppe Ciccone

Lodi

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6 commenti.
scontenta 11 aprile 2017 14:03
chi non sa occuparsi dei rifiuti pensate possa occuparsi di prevenzione, patologie???
mrkatio 05 aprile 2017 18:44
A Paullo ci sono 4 industrie chimiche ,altre 3 a Tribiano che dista 1 km da Paullo....scoperta l'acqua calda....
Mario 05 aprile 2017 08:30
Stufe a pellet, stufe a legna e camini sono certamente una delle cause.
A Lodi c'e la nebbia. Le polveri rimangono lì. Non si può riscaldare con la legna. É il modo di morire tutti asfissiati.
xenon 04 aprile 2017 17:33
Certo che in Regione, come assessore alla sanità, abbiamo visto altalenarsi La Lega e il Centrodestra. Qui si muore, ma gli elettori di quella parte politica, hanno critiche per Uggetti. Voteranno sempre in quel modo. Grazie.
scontenta 04 aprile 2017 14:11
credo che il lodigiano non abbia bisogno dell'aria inquinata di Milano e dei veleni provenienti da altrove, ne usa e diffonde in abbondanza, è solo uno dei tanti problemi di cui non ci si opccupa
max 04 aprile 2017 09:17
caro dr. Ciccone, grazie della dettagliata e puntuale cronaca libera su questa grave incidenza statistica. Da più parti ho sentito dire anche di non felice sistema dei venti e delle correnti d'aria che accompagnerebbero sul Lodigiano buona parte delle polveri sottili che si generano sul Milanese. Su questo tema, sarebbe molto attuale e lungimirante per il futuro una nuova sessione informativa al Teatro Le Vigne con studiosi ed epidemiologi. Grazie, Max