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LETTERE
19 marzo 2017

Primarie Pd

Una modalità

di ricostruzione

del pensiero

politico

Si è tenuto giovedì sera, 16 marzo, presso la sede provinciale del Partito Democratico, il primo degli incontri per il sostegno della candidatura a Segretario di Andrea Orlando, attuale Ministro di Grazia e Giustizia nel Governo Gentiloni.

Ha aperto la serata Aurelio Ferrari, sindaco di Lodi dal 1996 al 2005, presentando l’ospite nonché responsabile regionale della Mozione Orlando, Enrico Brambilla, capogruppo PD in Regione Lombardia.

È una mozione che inizia così: Quello che vi propongo è di ridurre le distanze. Quelle economiche, sociali, culturali. E prosegue poi con: Quello che vi propongo è un percorso di partecipazione, verso quella Conferenza programmatica.

Non un elenco di progetti ma una modalità di ricostruzione del pensiero politico, partendo da una ricerca della verità e indicando anche il fronte del “Centrosinistra” come area di confronto ed alleanze.

A seguire i numerosi interventi degli iscritti, tra i quali l’ex senatore Gianni Piatti e numerosi giovani, provenienti da tutta la provincia.

La Mozione è consultabile qui:

http://www.partitodemocratico.it/andrea-orlando-congresso-2017/

Verrà presentata nelle convenzioni dei Circoli PD del Lodigiano a partire dal 20 marzo da relatori che affronteranno poi una breve discussione con gli iscritti al circolo, seguirà la prima votazione che servirà a nominare i rappresentanti lodigiani all’Assemblea Nazionale del Partito Democratico.

La campagna poi entrerà nel vivo con l’apertura della corsa dei candidati che si concluderà con le elezioni nazionali il 30 aprile, alle quali chi vorrà partecipare dovrà sottoscrivere un documento di adesione ideale al Partito Democratico e versare una piccola quota destinata a coprire le spese organizzative.

Nel frattempo i primi sondaggi danno Orlando in forte recupero rispetto alle prime indicazioni.

L’impegno per la prima fase ci vede su 28 assemblee di circolo nel Lodigiano.

Contatti aperti per la mozione alla mail: lodiperorlando@gmail.com e sulla pagina Facebook: Il Lodigiano per Andrea Orlando Segretario PD

Pierantonio Rancati

Lodi

Bassi

Sentirsi

Che Guevara

per un giorno

capita a tutti

Sono appena tornato a casa e ho letto i vostri commenti. Ringrazio chi mi ha difeso e chi ha espresso educatamente il proprio pensiero.

Rispetto tutti coloro che hanno commentato negativamente quanto scritto anche se molti post non li condivido assolutamente.

Riprendo il motto di Voltaire: “Non sono d’accordo su quanto tu dici ma darei la mia vita perché tu lo passa esprimere”. Mi dispiace molto constatare che si continua a polemizzare su questo disagio, secondo me strumentalizzandolo un po’. Desidero ricordare agli studenti che il mio orario comprende tre classi in sede (3-4-5 E) e tre in succursale (3-4-5 D) continuerò a venire sia la mattina che il pomeriggio.

Questa precisazione è d’obbligo per tutti coloro (insegnanti e studenti) che si lamentano perché dovranno venire a scuola di pomeriggio, ma ricordo che i turni pomeridiani li stanno facendo da più di un mese gli insegnanti, il personale non docente e gli studenti della succursale che è sempre Istituto Bassi. Non esistono differenze, né medaglie, né premi in denaro per coloro che studiano in sede o in succursale.

Ma torniamo sulla questione di questa mattina, il dibattito acceso che c’è stato con gli studenti del corso geometri non è servito a nulla. La protesta degli studenti della sede è stata inutile, bastava andare sul sito del Bassi e leggere la circolare che spiegava in modo analitico la suddivisione delle classi nell’arco temporale che comprende aprile. Ovviamente non sarete d’accordo ma pazienza, sentirsi Che Guevara per un giorno capita a tutti e ci sta!

Mi auguro però che la prossima protesta venga fatta con una motivazione più importante del tipo: • siamo contro i finanziamenti delle scuole private, più soldi alla scuola statale. • Gratuità per gli studenti • A favore dell’acqua pubblica • Viaggi d’istruzione all’estero gratuite per lo studio delle lingue straniere • Rimborso delle spese sostenute per l’Alternanza Scuola Lavoro.

Queste sono secondo me battaglie serie ed importanti da fare! Comunque questa mattina ho apprezzato molto che la mia 5 E e la 3 E siano entrate a scuola e hanno svolto le lezioni regolarmente con i colleghi. Ecco… dimenticavo. Ho letto che io avrei detto ai miei studenti della succursale di rispondere alle vostre provocazioni. Sono ovviamente falsità, probabilmente avranno letto il post sul mio profilo di Facebook e hanno “passato parola”. Tutto questo casino nasce purtroppo perché i colleghi dovrebbero mettere al primo posto le esigenze degli studenti e non lamentarsi in sala proff e in classe davanti ai ragazzi.

Beh potrei dire che forse qualche collega dovrebbe evitare di fare commenti del tipo: “Voi studenti della succursale vi odio tutti”… purtroppo questo è accaduto veramente! Oppure studenti sul bus di linea che giravano i filmati con frasi tipo: “Gli studenti della succursale dovevano bruciare insieme alla scuola”. Volete che continuo? Non credo perché sono tutte frasi pericolose e offensive.

Sono da condannare i colleghi che fomentano gli studenti come sono da condannare gli studenti che si sentono superiori ai compagni di classe che d’istituto di sede e succursale. Però care alunne e cari studenti della sede abbiate il coraggio di ammettere che questa situazione vi scoccia e vi dà molto fastidio venire a scuola di pomeriggio. Tutto è filato liscio finché le ore della mattina erano state addirittura ridotte anzi eravate contentissime e… “non era un problema vostro”.

Non mettiamo in atto la commedia del mistero buffo… non nascondiamoci dietro un dito, abbiate il coraggio di ammettere senza insultare l’intelligenza di chi legge questo post che non volete andare di pomeriggio… ma i capricci signore e signori non servono quindi rispettate le regole e seguite le indicazioni del dirigente scolastico.

Questo vale sia per tutto il personale della scuola che per gli studenti. Ricordo che i sacrifici sono per tutti proprio perché tutti siete studenti dell’Istituto Bassi di Lodi e tutti siamo docenti del Bassi!

Dovreste essere tutti orgogliosi di frequentare questa scuola, una delle migliori di tutta la nazione. Per concludere vorrei che leggeste questa poesia che spesso viene erroneamente attribuita a Bertolt Brecht ma è un sermone del pastore Martin Niemöller sull’inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti e delle purghe dei loro obiettivi scelti, gruppo dopo gruppo. La poesia è ben conosciuta e frequentemente citata, ed è un modello popolare per descrivere i pericoli dell’apatia politica, e come essa alle volte inizi con un odio teso ad impaurire obiettivi e di come alle volte esca fuori controllo: «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare». Un abbraccio a tutte a tutti (sede e succursale). Vi voglio bene! Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Paolo Latella

Docente istituto Bassi Lodi

Ringraziamento

Emergenze

affrontate

con il sorriso

sulle labbra

Venerdì sono dovuto ricorrere alle cure dei medici, dei tecnici e degli infermieri del pronto soccorso del nosocomio codognese. A loro va il mio sentito ringraziamento per la professionalità, cortesia e soprattutto per la presa in carico del paziente (cosa non scontata ma che ti fa sentire meglio perchè accudito). Sono rimasto con loro dalle 16 alla 1 di notte e li ho visti fronteggiare le più disparate emergenze sempre con rispetto, serietà e, perchè no, con un sorriso sulle labbra. Ancora grazie a tutti voi.

Simone Bolzoni

Casalpusterlengo

Lodi

Le bisarche

sulla ciclabile,

un problema

risolvibile

Gentile direttore,

mi rivolgo ancora a lei per pubblicare questo scritto. Questa volta non le parlerò del comportamento fuorilegge sul «prelievo di organi da cadavere per trapianto» in quanto sto aspettando di essere ricevuto dal nostro vescovo Maurizio. Il vescovo mi ha fatto sapere tramite il suo vicario Bassano che mi riceverà dopo le visite pastorali che sta attuando; al quale illustrerò la mancanza di diritti e di dignità riservate alle persone defunte cui vengono prelevati gli organi, diritti e dignità che la legge 91 del 1999 sancisce pienamente ma che non viene rispettata.

Il problema che pongo oggi è molto più piccolo, in quanto riguarda l’occupazione sistematica da parte delle bisarche che scaricano le macchine alla concessionaria della Peugeot (ex BMW).

Da circa 2 anni sto interessando i vigili urbani di questa situazione, mentre la prima volta fui elogiato per il mio comportamento da cittadino responsabile, mi si fece notare l’impegno dei vigili nelle scuole a tale scopo, ultimamente mi fu detto che non è possibile far altro che sanzionare con una multa il trasportatore (quante multe avrà preso questo trasportatore?). Inoltre mi fu detto che bisogna attendere che ci sia un sindaco con relativa giunta per vagliare come risolvere il problema.

Siccome in mancanza del sindaco la figura istituzionale che la sostituisce esiste, mi sono rivolto al commissario prefettizio (al quale è sicuramente utile sapere che i moduli distribuiti all’ospedale di organi non rispettano la legge). Chiesi un incontro con la richiesta scritta dove specificavo la motivazione. il giorno 16/03 telefonavo al segretario del commissario, il quale mi comunicava che la mia richiesta è stata inoltrata al capo dei vigili, il quale non può far altro che sanzionare.

Feci notare che il problema può essere risolto definitivamente e facilmente, mi fu consigliato di mandare le proposte tanto al commissario come al capo dei vigili attraverso la posta elettronica e di conseguenza mi sono stati dati gli indirizzi.

Dunque io consiglio di fare quello che tanto i vigili come la concessionaria sanno benissimo.

Si potrebbe far parcheggiare le bisarche nella proprietà della concessionaria che dista 2 metri da dove si parcheggia abitualmente, lasciando libero la ciclabile; cosa che dopo tante sollecitazioni e dopo aver tolto delle fioriere si è provveduto a fare solo pochissime volte. Aggiungo che con una spesa veramente minima si potrebbe togliere un pezzetto di aiuola privata per rendere tutto molto più facile. Sarebbe doloroso vedere che il comune per far rispettare una soluzione già utilizzata e condivisa, sia obbligato a delineare la pista ciclabile con dei dissuasori che renderebbero la manovra più complicata.

Per qualsiasi chiarimento sono a vostra completa disposizione

Ringrazio per l’attenzione il direttore, il commissario prefettizio, il capo dei vigili e vi auguro buon lavoro.

Zeni Gaetano.

Gaetano Zeni

Lodi

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