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Logistica
Non possiamo permetterci di fermare occasioni di sviluppo socio economico
6 gennaio 2017

Sono molto rispettoso, davvero, delle opinioni degli altri; così come sono anch’io interessato a interventi che non deturpino l’ambiente ed evitino inutile consumo di suolo. Sono convinto che tutte le persone la pensino così.

Quando si è posti di fronte a scelte, amministrative o sociali, talvolta entrano in gioco priorità forse inconciliabili ed allora la responsabilità e la sensibilità, personale e collettiva, sono chiamate a compiti ardui e mai del tutto convincenti. Ma bisogna decidere!

Nelle scorse giornate, ma purtroppo avviene in ogni momento, ho incrociato Roberto, Mohamed, Giuseppina, Paolo ai quali ho rivolto gli auguri per il nuovo anno. Sono persone disoccupate da tempo e con pochissime prospettive. In me, dire di no a insediamenti con interessanti potenzialità occupazionali, significa di fatto dire di no a Roberto, Mohamed, Giuseppina, Paolo. O almeno mutilare le loro speranze.

Non avremo occasioni di significativa ripresa occupazionale neppure nell’augurata ipotesi di una decisa e generale ripresa economica: mi risulta davvero difficile dire no a lavoro aggiuntivo nella zona, ossia a possibile e ritrovata dignità di vita per decine e decine di persone e famiglie.

L’insediamento FM Logistic avverrebbe su un’area verde, ma vicinissima al casello autostradale. Nel comparto logistico lodigiano, quale altro insediamento può vantare questo indiscutibile vantaggio?

Per compensazione circa l’utilizzo di area verde, mi pare sia stato sottoscritto l’impegno a ridurre, nei piani territoriali dei comuni, pari metratura ad oggi negli stessi prevista per insediamenti produttivi.

Sarebbe stato meglio il riutilizzo di aree dismesse. Sono d’accordo anch’io, ma onestamente l’area ex-Gulf di Bertonico è lontanissima da caselli autostradali (e da questo punto di vista per aziende con forte impatto di mobilità, sarà molto difficile il riutilizzo di quell’area) e l’ex Akzo Nobel conserva problemi e costi di bonifica.

Ogni tanto chiedo a me stesso: se l’amplissima piattaforma logistica realizzatasi a Castel San Giovanni, da diverse aziende, tutta su area verde, fosse stata ipotizzata a Ospedaletto Lodigiano, avremmo mostrato diniego? Forse sì. Probabilmente sì. Tutto legittimo, beninteso. Avremmo però rifiutato lavoro, occupazione, forte ricaduta sull’indotto locale e sull’intera economia della zona.

Certo, gli insediamenti, tutti gli insediamenti, vanno costantemente monitorati nella loro progettazione, esecuzione ed applicazione degli accordi sottoscritti. Ma la complessità non può fermare possibili occasioni di sviluppo socioeconomico. È il mio parere.

Sul consumo di suolo, teniamo pure ben alta l’attenzione, perché il tema è sacrosanto: ad esempio, nei Comuni mi sembrano ancora poco coraggiose le misure a favore del recupero e riutilizzo del patrimonio abitativo esistente ed ammalorato.

L’insediamento FM Logistic comporterà una forte assunzione di personale a dirette dipendenze, senza ricorso a cooperative. Un fatto straordinario nel settore logistico: avviene nel nostro territorio e perché non potrebbe essere il volano per bonificare i rapporti di lavoro negli altri siti logistici?

Insisto inoltre affinchè, negli accordi da realizzare con FM Logistic, si chieda un ampliamento dell’ipotizzata base occupazionale, attraverso il ricorso a rapporti di lavoro a tempo parziale (24 ore settimanali), per esempio, sul 20% dei posti di lavoro previsti.

Mario Uccellini

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4 commenti.
Fender 09 gennaio 2017 10:25
Sig. Mario.... temo che lei non abbia mai messo piede in una logistica....
scontenta 07 gennaio 2017 20:34
pura strumentalizzazione di un bisogno , che sarebbe un diritto, cioè il lavoro per scopi speculativi di sfruttamento del territorio,dell'ambiente, dei lavoratori
Druido 06 gennaio 2017 15:05
È notorio che le logistiche non sviluppano l'occupazione in senso proprio ma solo lo sfruttamento di mano d'opera a basso costo e spesso straniera attraverso le cooperative o peggio il lavoro nero al di là delle promesse senza pegno di chi ha ora interesse s farle.Il veto affare lo fa chi vende i terreni per i capannoni.
PAMPURIO 06 gennaio 2017 13:29
Il suo è lo stesso ragionamento che si fece proprio in occasione dell'industrializzazione della area ex Gulf di Bertonico. Mi ricordo di un solo Sindaco che si oppose strenuamente al progetto, sapeva già come sarebbe andata a finire, forse anche perchè lavorava nel settore delle raffinerie. Non fu ascoltato. Anche allora il problema principale era l'occupazione. I risultati di quella scelta scellerata sono sotto gli occhi di tutti. Non si può giustificare ogni scempio in nome dell'occupazione. Ogni errore di oggi si paga domani. L'ambiente non fa sconti, oggi lo deturpi e domani ne paghi le conseguenze.