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S. Bartolomeo
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LETTERE
Italiani all’estero
Dal ministro parole scoraggianti che fanno male
23 dicembre 2016

Ciao a tutti, non so bene perché prendo l’iniziativa di scrivervi dato che non é nelle mie abitudini farlo, e non possiedo né un conto facebook e non ho mai utilizzato twitter.

I miei ritmi di vita, una certa repulsione verso questa mania di rendere tutto pubblico ed il sentimento che in fondo la mia opinione conti poco e nulla cambierà.

Ancor più non penso che serva discutere di un articolo di giornale quando sappiamo bene cjhe spesso il titolo non rispecchia il contenuto dell’articolo e poi c’è da considerare il contesto. E poi i problemi ormai cronici dell’Italia sono così complessi che non è facile prendere posizione o proporre soluzioni senza creare scontenti.

Però quello che ho letto in queste ultime ore sugli italiani che decidono di partire viene a toccare corde sensibili, ferite lontane ma ancora sensibili.

La nostra Italia, la nostra amata terra di Pino Daniele, il vanto della moda, del mangiar bene, dei santi, degli inventori, della mafia, del cinema, della storia, della civiltà, dei terremoti, etc., etc.

Sarebbe troppo facile cercare esempi di contraddizioni tra politica e decoro, buon senso. Ma ormai in questo paese del rutto libero niente può più essere discusso, si diviene disfattisti o bastian contrari.

Ma perché?

Non mi é mai piaciuta la definizione di cervelli in fuga. Per me il solo cervello di fuga è quello di omer simpson in uno dei suoi episodi.

Chi cerca all’estero formazione, studi, esperienza lo fa per il suo bene, per curiosità per migliorarsi. Questo è sempre accaduto in passato e al giorno d’oggi gli scambi sono solamente più facili, è piu facile cogliere opportunità.

Ma il punto non è questo, il punto è che troppo spesso per chi parte non c’è occasione di ritorno. O per lo meno di ritorno coerente con le proprie esperienze.

E ancor peggio per troppi il partire è per sperare in qualcosa che in Italia non c’è. Per questo, al di fuori di chi parte per uno stage di formazione per un periodo limitato, io penso che si dovrebbe parlare semplicemente di emigrazione. La differenza col passato è che adesso le valige non sono piè di cartone e spesso si parte con un diploma.

Essere straniero, abbandonare gli affetti, gli amici, lo stile di vita, dover spesso sentirsi messo alla prova per dimostrare che i diplomi, le competenze non sono solo bei pezzi di carta.

E poi non è vero che all’estero tutto è perfetto, ci sono dappertutto problemi, difficoltà. E ad ogni volta ci vogliono molte energie per trovare la giusta soluzione perché le differenze culturali fanno sì che tutto costi più fatica (immaginate uno straniero in Italia che va in un garage per riparare la sua macchina e si trova un meccanico che parla solo in dialetto).

Per tutto questo, nonostante tutte le attenuanti possibili, le parole del ministro fanno male. Fanno male e sono totalmente scoraggianti.

Si dice spesso che ogni paese ha la classe dirigente che si merita. Non lo so, o almeno non lo so più. Ma spero che per l’Italia non sia vero.

Massimo

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18 commenti.
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Fender 09 gennaio 2017 10:40
La classe politica del pd.... questo fa il paio con l'altra che hanno messo al ministero dell'istruzione e che ha millantato la laurea, poi diventata diploma per poi diventare nemmeno quello... per non parlare dei renzi, madia, boldrini, boschi e di tutti i loro compagni che ammorbano a tutte le ore ogni trasmissione tv....
jena 29 dicembre 2016 17:16
Scappate dall'Italia appena potete. Lontani da certa gente.
scontenta 29 dicembre 2016 10:38
questi sono i nostri politici, la maggior parte, con qualche ignorata e non apprezzata eccezione
palloni gonfiati pieni di luoghi comuni,slogan appresi da esperti di marketing e quando, molto raramente, esprimono concetti loro fanno affiorare appieno la loro bassezza e meschinità
a loro io direi "A CASA LORO"
se il popolo fosse più severo sarebbero meno arroganti e supponenti
non c'è nulla di peggio dell'ignoranza unita alla supponenza
le persone competenti e valide non sono arroganti
sono orgogliosi della loro posizione ottenuta immeritatamemte a qualsiasi prezzo
hanno anche ragione,qualsiasi cosa facciano o dicano rimangono saldamente incollati alla loro poltrona,mantenendo diritti e privilegi
in questo modo noi, cittadini perdiamo dignità e rispetto

miriam 29 dicembre 2016 10:18
jena caro, facci partecipi dei Tuoi pensieri perchè ancora non siamo in grado di leggere le menti anche se ci stiamo lavorando sopra.....
Sol Invictus 28 dicembre 2016 20:29
Dopo un'uscita del genere si sarebbero dovute pretendere le dimissioni immediate. Come può tale individuo lavorare per il bene degli italiani ? Un pallone gonfiato che ormai è così gonfio e grasso che rischia di scoppiare da quanto è bulimico.
jena 28 dicembre 2016 18:45
Vanda ... che postaccio per rifarsi una vita. Meglio il Nicaragua a questo punto. Il Canada è un cimitero degli elefanti. Palloso
miriam 27 dicembre 2016 12:37
Caro Massimo, apprendo da bibliopaullo che attualmente vivi in Canada come mio figlio e già per questo mi sei simpatico, anche se la nostalgia si fa presente dato che lo rivedo solo in estate
:-( Hai assolutamente ragione nel dire che ora voi giovani diplomati o laureati che espatriate, non siete più da considerare solo cervelli in fuga ma emigranti che vogliono mettere al servizio del paese la propria cultura e formazione, cosa che l’Italia oggi non permette…E’ altrettanto vero che lavorare all’estero non è tutto rosa e fiori considerando la difficoltà della lingua delle abitudini che non sono i propri e sicuramente ci vogliono energie maggiori per farsi apprezzare e per costruire un proprio spazio…Dopo le tristi rilevazioni del nostro Ministro che considera questi giovani espatriati delle palle al piede di cui ci siamo liberati, credo che solo per questo avrebbe dovuto essere prosciolto dall’incarico istituzionale..Peccato però che suo figlio abbia trovato vicino ai suoi genitori un lavoro più che apprezzabile, ma spero anche meritato…Ti faccio tanti auguri di un futuro sereno e molto prospero..
pachanga 25 dicembre 2016 18:42
altroché se è vero, non è certo la Camera di De Gasperi, com'è che non mollano la poltrona ? la loro intelligenza nel discutere la dice tutta.
bibliopaullo 24 dicembre 2016 19:49
Caro Massimo,le parole del Ministro Poletti fotografano lo stato di una classe politica mediocre e incapace. Conoscendomi, sai bene come mi manchi la prima repubblica,con tutti i suoi limiti, difetti e storture.Un tempo al posto di Poletti c'era un Ministro, Carlo Donat Cattin, democrastiano, che si fregiava del titolo di Ministro dei Lavoratori e non del Lavoro, per dire con chiarezza da che parte stava e per stigmatizzare che le forze tra lavoratori e datori di lavoro non erano eguali. Oggi si parla a vanvera di compatibilità, di necessità di adeguarsi al mercato,dimenticando i diritti delle persone. Credo che oggi l'unica autorità morale che indica con coraggio la necessità di cambiare è la guida che io riconosco a Papa Francesco. Tutto il resto è teatrino indegno di un popolo italiano che meriterebbe di ben altra classe dirigente.
Ti abbraccio forte e ti auguro ogni bene, almeno quanto tu ne stai facendo in Canada.
Franco Morabito
never summer 24 dicembre 2016 19:32
Massimo fatti un conto Facebook, fattelo :)