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S. Eusebio Papa
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Dopo gli esami 2017
Maturità, i più bravi solo al sud?
10 agosto 2017

I risultati degli esami di maturità 2017 non hanno niente di clamoroso, perché non fa più clamore ciò che diventa norma. Anche quest’anno i diplomati siciliani con la lode sono stati ben oltre il doppio dei lombardi ed i pugliesi quasi il triplo. Ad una realtà, costantemente ripetitiva, può essere attribuito carattere dogmatico: «è così e basta», proprio come affermava un illustre filosofo greco, nel tracciare la differenza tra coloro che lavorano e quelli che stanno a guardare.
Se invece la si considera un teorema, occorre formulare una o più ipotesi sicure onde pervenire alla sua dimostrazione. Da buon seguace degli insegnamenti galileiani, non ho l’abitudine di accettare per fede un fenomeno, che mostra tutti i tratti della legge e considero quasi un obbligo morale tentare la ricerca delle generatrici.
Da tempo ho appreso che le ricombinazioni genetiche, che avvengono al momento della fecondazione, determinano la storia futura di ciascun individuo. In quell’ istante viene stabilito se sarà maschio o femmina, se il suo fegato presenterà normali attitudini a svolgere le proprie, complesse funzioni o se il suo cuore manifesterà più o meno precocemente i sintomi di un’insufficienza mitralica congenita. Sempre al momento della fecondazione, sono fissate le sue potenzialità intellettive: una vocazione particolare per la letteratura e la storia; una preferenza per la fisica o l’astronomia; una propensione significativa per l’architettura o per la musica.
Ben oltre qualsiasi residuo dubbio, la trasmissione dei geni è, tuttavia, un evento interamente affidato alla casualità, influenzato da variabili probabilistiche correlate all’ereditarietà.
Per spiegare il prevalere di menti superlative tra le giovani popolazioni dell’ italico meridione è possibile ammettere, alla luce di tali consolidate conoscenze, il verificarsi di una concomitanza di accadimenti fortunati che, in modo sommativo si sono diretti verso uno sbocco a senso unico. Proviamo a ridurne il numero a tre.
È ben noto che la Puglia, la Calabria e la Sicilia siano state a lungo colonizzate dai greci, la cui civiltà ha dato contributi fondamentali allo sviluppo del pensiero filosofico e della speculazione scientifica. Non si può, perciò, escludere che Pitagora e Archimede abbiano calpestato quelle terre in feconda e numerosa compagnia di proseliti e collaboratori, provocando, di fatto, la naturale selezione di un’eletta genia, i cui riscontri riverberano ancora nel presente e molto probabilmente nel futuro. Tali superintelligenze presentano, per contro, una singolare anomalia: essi esplicitano il loro acme tra il diciassettesimo e il diciannovesimo anno, per poi riappiattirsi entro la mediana statistica della rimanente popolazione.
Una seconda, più attraente supposizione, potrebbe essere fatta risalire all’esistenza di una causa naturale, una radiazione cosmica localizzata, o un’emanazione gassosa del sottosuolo che, da sole o in sinergia, provocherebbero, nei nascituri, mutazioni genetiche benefiche e sorprendentemente favorevoli.
Un ultima congettura, stavolta non scientifica, ma divinatoria, in grado di spiegare la predominanza di queste eccellenze alle basse latitudini, potrebbe prendere lo spunto da una frase di don Fabrizio Corbera, principe di Lampedusa e marchese di Donnafugata, il celeberrimo gattopardo, che, volendo descrivere le eccelse doti della propria stirpe ad alcuni ufficiali di navi inglesi, temporaneamente in rada a Palermo, avrebbe pronunciato la presuntuosa «sentence»: «voi non potete capire perché noi siamo dei».
Ben conscio del fatto che la presentazione della terna di ipotesi sarebbe sdegnosamente ignorata dalla comunità scientifica con l’ accompagnamento di volgari commenti scurrili, abbandono la velleitaria pretesa di trovare una motivazione ai fatti in testa citati, chiedendo seriamente a chiunque se ne reputi capace, di proporne un’altra in alternativa.
«Perché mai al di sopra di un certo parallelo abbondano i mediocri e i Salieri, mentre al di sotto prevalgono le menti geniali e i Mozart?». Anche questa è una citazione, tratta da Amadeus, di Milos Forman, che raccontava la rivalità filmografica tra i due musicisti, e che spero mi venga concessa per condire con la giusta dose di ironia
il mio normale argomentare.
Non mi dilungo oltre, ritenendolo comunque superfluo. Chi vuole intendere intenda.

Giovanni Ditta

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