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Poesia
I “Ricami su ferro” tra amarezza e ironia
21 settembre 2017

Premio Lerici Pea nel 2014, Agi Mishol (1947) è una delle maggiori e popolari poetesse israeliane contemporanee. La raccolta è a cura di Anna Linda Callow e Cosimo Nicolini Coen. Ricami su ferro si muove, fra amarezza, ironia e un pensiero frammentato, che dà conto della specificità del vivere e del pensare in una realtà difficile e fortemente contraddittoria. Tale realtà è “trasfigurata” nella concretezza della lingua in un “ars loquendi” nella quale in stratificazioni ed accumulazioni, la natura, la storia, le passioni si danno voce in una sospesa “difformità” in momenti ascensionali di spiritualità alta e nei terrori, nei tremori e nell’estasi della carne. Per tutte le poesie, l’incipit di Estate in città: «Colombe della pace cacano un po’ e volano / e il sole è un francobollo / su di noi / ma in tutto ciò persone / si accarezzano la pelle a vicenda, applicano impacchi di parole, traslocano dalla casa al cuore / o in altre persone / perché gli occhi sono postazioni di tiro [...]».

Agi Mishol
Ricami su ferro. Poesie
Giuntina Editore, Firenze 2017, pp. 232, 15 euro

Amedeo Anelli

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