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poesia
Nei versi di Giacomini il no all’omologazione
12 gennaio 2017

Di Amedeo Giacomini (Varmo, 1939 – San Daniele del Friuli 2006), fra i maggiori poeti europei in friulano del secondo ’900, si raccolgono tutte le poesie edite in tale lingua, o meglio dalla koinè neovolgare generata da tale lingua. Con Franco Loi nel 1986 fonda la rivista «Diverse lingue» edita da Campanotto fino al 1998, che molto ha fatto per la valorizzazione in chiave internazionale dei dialetti. Nutrita di una cultura internazionale antica e moderna, la sua poesia è radicata nel contempo nella sua terra e nel disagio storico ed esistenziale della fine del millennio in questo confine d’Italia. Una poesia in prima persona, che unisce ai conflitti e alle scissioni personali, anche attraverso personaggi e “maschere”, una non adesione all’omologazione dei valori correnti e una visione disillusa del vivere. Per tutte le poesie l’incipit di Medeo, còntiti tra i claps. «Medeo, còntiti tra i claps: / sbissute, uarbítule, magne / mai lipare o cjarvon, / nancje s’a’ ti vuèlin bastart... [...]»; (Amedeo, contati fra i sassi: / Lucertolina, colubro, orbettino / mai vipera o saettone, / neanche quando ti vogliono bastardo...).

Amedeo Giacomini - In âgris rimis Tutte le poesie friulane - Il Ponte del Sale Rovigo 2016 - pp. 386 27 euro

Amedeo Anelli

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