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Ss. Maurizio e c.
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PRIMOPIANO
Lodigiano
Consumo del suolo: “mangiati” 3mila campi di calcio in 16 anni
7 settembre 2017

Basta prendere il manto erboso di “San Siro”. E moltiplicarlo per 3082 volte, in tutto il Lodigiano. È quanto ha perso in termini di campi coltivati e prati, la provincia di Lodi in 16 anni. Esattamente 2201 ettari, con un consumo del 3,41 per cento di suolo agricolo. In larghissima parte trasformato in cemento. Per far posto a villaggi residenziali, giganti del commercio - l’asta della provinciale 235 ne è un esempio eloquente - , capannoni produttivi, in cui ha avuto un peso determinante il boom della logistica. Sono inclementi per l’identità agricola del Lodigiano, i dati elaborati in uno studio congiunto da Legambiente e Coldiretti e corredati da un dossier fotografico con fotografie aeree e confronti su zone specifiche di tutta la regione Lombardia.

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15 commenti.
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Galileo 13 settembre 2017 17:47
Sicuro, chi vende ha responsabilità, ma non totale se un terreno da agricolo diventa magicamente edificabile.
bruno59 13 settembre 2017 10:53
Direi che se campi vengono venduti, il primo responsabile è chi li vende..
scontenta 10 settembre 2017 10:14
P.S:per politica si intende :
prassi conforme a determinati principi o direttive nell esercizio di un attività o di un potere decisionale
si deduce che i nostri politici utilizzano il loro potere senza principi, solo in modo utilitaristico ,a scapito del bene della società, dei cittadini,dell ambiente
scontenta 10 settembre 2017 10:07
ha perfettamente ragione Galileo,purtroppo quando le scelte si effettuano solo e soltanto per interessi personali,la NOSTRA TERRA si distrugge così
posso capire il privato, pur non essendo d'accordo con cotanta ottusità e brama di denaro unite a scarso senso del bello e della produzione agricola di qualità,ma che la politica sia connivente è inaccettabile
kojak 09 settembre 2017 12:58
....e ci prendono pure in giro, spiegandoci che i nostri paesi vanno sotto...perché il clima è cambiato...In realtà forse...se questi 2200 ha sono impermeabilizzati...e l'acqua non raccolta in vasche di laminazione...(a proposito qualcuno ne ha mai viste in giro???)...forse, parte del problema degli allagamenti nasce anche da qui. La restante parte dall'incompetenza...di qualche ignegnerone...
anonimusV 09 settembre 2017 11:40
Forse aggiungeremo altri 24 km2 di terre improduttive e acque inquinate nel caso lo stoccaggio metano non sia a tenuta perfetta come e' successo negli anni 50.Molti diranno sono baggianate ebbene staremo a vedere in futuro chi ha ragione.
Galileo 09 settembre 2017 10:49
Strano, perché una provincia e dei comuni capaci noterebbero l'abbandono dei centri storici ed il proliferare di sobborghi ameni di inguardabili villette con prati di gramigna...noterebbero i centri logistici vuoti, le campagne brulle, desertificate ed avvelenate da mais e assenza di rotazione delle colture. Strano. Ma vivere in un Paese che definisce "industria" il settore edile ti porta a vedere di tutto.
Galileo 09 settembre 2017 10:45
Strano, perché una provincia e dei comuni capaci noterebbero l'abbandono dei centri storici ed il proliferare di sobborghi ameni di inguardabili villette con prati di gramigna...noterebbero i centri logistici vuoti, le campagne brulle, desertificate ed avvelenate da mais e assenza di rotazione delle colture. Strano. Ma vivere in un Paese che definisce "industria" il settore edile ti porta a vedere di tutto.
jena 08 settembre 2017 12:46
WOW ma quanta gente gioca a pallone ?? Non pensavo cosi' tanti.
Idra 08 settembre 2017 10:59
una volta costruito non si torna più indietro, tanto più se oltre alle costruzioni vengono realizzati annessi e connessi, vedi per esempio la tangenziale di Casale che viene fatta passare per un servizio alla popolazione, per i gonzi che ci credono. SERVE ALLE LOGISTICHE !!