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Cucina etnica, così i lodigiani “viaggiano” tra i sapori
24 luglio 2017

Viaggiare da un continente all’altro senza spostarsi da Lodi. Si può fare prenotando in un ristorante etnico, tanto più se alla cucina tipica si aggiungono la cura dei particolari, la scelta dei colori per ambienti e arredi, un’atmosfera che trasporta direttamente in un altro Paese. Se i “kebab” e i ristoranti cinesi sono ormai conosciutissimi, lo sono forse meno le particolarità di altri luoghi, a volte anche a portata di mano come la “Bakery and Cupcakery” di piazza Zaninelli a Lodi nata dalla passione per il Regno Unito e i dolci in stile “british”.

UN ANGOLO DI PROVENZA

Poster di Arles e Saintes Marie de la Mer sono appesi alle pareti interne di “Le paradou”, appena fuori città e in territorio di San Martino in Strada, via per Ca’ de Bolli, nel complesso della “Pergola”: piaceri e sapori della Provenza sono presentati da oltre otto anni nel Lodigiano da Laurence Valerie, che della Provenza è originaria. «Quando si pensa ad un ristorante francese si immagina la nouvelle cuisine o qualcosa di “schiccoso”, invece qui siamo semplici, è come venire a casa – spiega -. D’inverno ci si può mettere comodi sul divano attorno al camino».

La quiche lorraine, le cozze di Saintes Marie de la Mer e per dolce la Tarte Tatin sono alcuni piatti tipici de “Le paradou”, che in lingua provenzale significa “Il paradiso” ma è anche il nome di una città nell’entroterra vicino ad Arles. L’angolo con la poesia “Un soir d’été en Provence” e l’entrata con morbidi archi di edera addolciscono anche gli animi meno propensi alla bellezza.

I SAPORI DELLA TRANSILVANIA

Sempre in territorio di San Martino si trova il “Transilvania Restaurant, sapori dell’Est”, che però lavora soltanto su prenotazione per feste e banchetti e la cucina tipica romena, compresi i “sarmali” (involtini di carne con verze), viene richiesta soprattutto dalla comunità romena presente nel Lodigiano.

IL WEST SULLA RIVA DELL’ADDA

Bandierone degli Stati Uniti e del Texas salutano chi arriva a “The River Saloon”, sulla strada provinciale che da Lodi va verso Boffalora. Al chilometro 1.75 i soci Aldo e Dario e lo staff presentano hamburger e birra per tutti i gusti mentre il benvenuto è affidato a insegne in legno come quella che recita: «Come in peace or stay at home». Poster con le ricompense per chi cattura i Dalton, Billy the Kid e Pancho Villa, targhe di diversi Stati americani e seggioline colorate evocano atmosfere country, come la musica che si ascolta dal vivo il sabato sera in riva all’Adda, o grazie alla partnership con la radio Country Power Station. Il “River Hamburger” promette di trovare buoni assalitori capaci di non spaventarsi per le sue dimensioni. I clienti sono i più vari: dalle famiglie («Abbiamo dovuto comprare i seggioloni», dice Aldo) ai pensionati, dai giovani ai gruppi. «Non un pub, ma un vero e proprio ristorante», tengono a specificare.

SPEZIE, FAJITAS E DISTILLATI

Sapori dal “nuovo mondo” presenta anche “Quartiere Latino”, in zona San Fereolo a Lodi: ci spostiamo così verso il Messico per una cucina però “tex – mex”, come precisa Enrico, il responsabile. Speziata cioè ma non piccante, adatta anche a famiglie, fermo restando che su richiesta il peperoncino può sempre abbondare. Dalla sangrìa alle fajitas, i piatti colorati risaltano sui toni grigi, neri e bianchi del locale e delle divise del personale. «Perché è il cibo che deve parlare», aggiunge Enrico. C’è poi tutta la parte dei distillati: «Tra una settimana saremo pronti per offrire il distillato d’agave, inoltre abbiamo inventato un drink con il quale ci presentiamo ad un concorso. E poi teniamo a far comprendere che anche la tequila si annovera tra i distillati invecchiati, sapori da scoprire e sorseggiare ancora meglio quando se ne conosce qualcosa in più».

NEL MARE DELLA GRECIA

Non lontano c’è la “Venere di Milos”, ghireria e souvlaki: ospitalità assicurata da Erixhotn, la sorella Jessica e mamma Mirela, la titolare. Aperti dal 1 maggio 2015, il boom per questo ristorante greco di via Sant’Angelo è sempre d’estate, quando sia i posti all’aperto che quelli con le seggioline bianche e blu all’interno evocano una vacanza tranquilla lontani dagli impegni quotidiani.

«A pranzo durante l’anno vengono gli studenti e chi lavora negli uffici – dice Erixotn, 27 anni -. La sera la clientela è varia». Le specialità? I ghiros (o gyros) con carne di maiale, spezie e aromi; i souvlaki, spiedini di pollo o maiale o pecora; la moussaka, sformato di melanzane e carne con patate e besciamella. Quest’ultima è cucinata da Mirela, rendendola un poco più leggera per il gusto occidentale. Dalla Grecia arrivano direttamente carne, sottaceti, feta. Per assaporare un po’ di quell’atmosfera che si immagina ammirando la foto gigante con il mare trasparente della Grecia.

Raffaella Bianchi

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13 commenti.
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Kohinoor 26 luglio 2017 22:37
scontenta
quando ero bambina non si conosceva la mozzarella...!!!!
....beata te....:
adesso si fanno cucine con frigoriferi a doppia anta che sembrano armadi quattro stagioni doppio triplo forno, abbattitore piano cottura a 12 fuochi e lavastoviglie per 24 coperti...
cosa ti trovi nel piatto di plastica:
mozzarella light e pomodorini
Fender 26 luglio 2017 14:46
In effetti.... non si puo' piu' dire una parola e subito si travalica. Ora si chiedera' il "politicamente corretto" culinario... ah ah ah... (ma la cucina rumena e' ottima, ve lo assicuro!).
Druido 26 luglio 2017 13:40
@scontenta cosa c'entrano i "terroni".Qui si sta parlando di cibo.....non si sta facendo del razzismo!
scontenta 26 luglio 2017 10:54
quando ero bambina non si conosceva la mozzarella, la pizza e si aveva una grande prevenzione nei confronti dei"terroni"
da dove si crede arrivino la maionese,il vitello tonnato,il croissant, la besciamella......potrei continuare, all infinito
ci si è sempre mescolati, non vuol dire rinnegare le tradizioni (faccio da una vita il pane come una volta e ho insegnato a mia figlia le ricette della mia famiglia), vuol dire aggiungere sapori, stimoli,
è cultura
bruno59 26 luglio 2017 08:59
No, druido.sono un tradizionalista nei gusti..
Cucina mediterranea o latina in genere, che è simile...
Al bando la cucina cinese.addirittura rifiuto per principio il prosciutto e melone...Per me il melone è frutta e come tale lo mangio..
Però il platano fritto (banane verdi per noi..) lo consiglio.E' come le patatine, ma peccato che da noi l'ho visto cucinare da un cuoco italiano con le banane dolci del supermercato..Una porcheria.
Druido 25 luglio 2017 16:39
E vero Bruno i prodotti che ha citato non sono nostri ma la cucina Italiana li ha adottati egregiamente e poi non fa uso del coriandolo fresco che trovo vomitevole..Magari a Lei piace. Degustibus!
bruno59 25 luglio 2017 12:59
Si Druido, per i nostri gusti.
Non dimentichiamoci che la padana polenta non è roba nostra..E nemmeno i pomodori..e nemmeno le arance..
Druido 25 luglio 2017 07:56
Lasagne, melanzane alla Parmigiana canelloni ripieni anolini in brodo e poi e poi....Un gyros ci può anche stare.Ma la cucina Italiana è la migliore al mondo....
bruno59 25 luglio 2017 06:39
Sembrerebbe di si,ma il Messico non è il mio forte..
Jean-Luc 24 luglio 2017 19:06
un territorio sempre più smarrito che non a memoria. peccato.