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Provincia
Anche Soldati dice basta ai profughi
4 luglio 2017

Basta profughi nel Lodigiano, fino a quando anche tutte le altre Province avranno rispettato le quote assegnate. Il presidente di palazzo San Cristoforo, Mauro Soldati, lunedì mattina ha incontrato il prefetto di Milano per far presente quale sarà d’ora in poi la linea del territorio: «Non accetteremo nuovi invii, fino a quando tutte le altre Province della Lombardia accetteranno i richiedenti asilo nella misura che è stata loro assegnata». Finora, infatti, lo hanno fatto solo Lodi, Lecco, Sondrio e Cremona.

In provincia si contano al momento 1.080 migranti, in occasione dell’ultima tornata i Comuni della Bassa hanno reagito in modo deciso. «Finora il Lodigiano ha fatto la propria parte fino in fondo - dichiara Soldati -, rispettando gli accordi stipulati a livello nazionale. Inizialmente la ripartizione prevedeva 1.006 richiedenti asilo su 180mila arrivi, poi ce n’è stata una nuova, 798 su un totale di 200mila arrivi. Noi non vogliamo essere presi in giro e chiediamo che sulla questione ci sia chiarezza: se c’è una quota di riparto e questa viene modificata, bisogna metterlo nero su bianco. Se ci sono nuovi arrivi, prima si va a vedere se tutti i territori hanno fatto la loro parte, solo in quattro province è stata raggiunta la quota assegnata, nelle grandi città come Milano, Bergamo e Brescia non è così. Questa non è una battaglia contro le altre Province, ma non pensino di scaricare sul Lodigiano le tensioni che vivono sui loro territori. La prefettura non può tirare la corda all’inverosimile».

Soldati sottolinea che la questione dei controlli è essenziale «per una corretta accoglienza». Allo stesso tempo ribadisce che i Comuni non sono più disposti a subire scelte dall’alto. Il presidente di via Fanfulla ieri si è confrontato con il prefetto di Lodi, Patrizia Palmisani, confermando la disponibilità a fare la propria parte con serietà ma senza forzature, l’esponente Pd rileva che con la prefettura del capoluogo il dialogo è sempre stato aperto.

Soldati ricorda che con l’adesione dei Comuni al progetto Sprar, a favore di un’accoglienza limitata e responsabile, scatta una clausola di salvaguardia che blocca l’invio di altri richiedenti asilo sul territorio. Caselle Landi ha aderito allo Sprar, altre 6 amministrazioni hanno fatto richiesta: «I Comuni che hanno attivato il servizio Sprar sono esenti dalla prima accoglienza - precisa Soldati -, se così non fosse ci faremo sentire, anche di fronte alla magistratura se dovesse essere necessario. Non si scherza con il nostro territorio, la cosa peggiore è tradire la fiducia degli enti locali. Vedremo se nei prossimi giorni avremo delle sorprese».

Il presidente di San Cristoforo spiega di aver ricevuto delle rassicurazioni a Milano, nel mese di agosto è previsto un aggiornamento.

Greta Boni

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19 commenti.
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bruno59 06 luglio 2017 08:35
Albino, parliamoci chiaro: le nuove generazioni non prolificano perchè fare figli è sacrificio non solo monetario. Se c'è gente (vedi uno degli ultimi Cittadino) che rifiuta lavori perchè ci sono turni al sabato volete che faccia figli???
L'happy hour per molti è essenziale..
Fender 06 luglio 2017 08:22
Quella degli immigrati che si mantengono e che ci pagano le pensioni e' la solita bufala confezionata ad arte. Per quelli che effettivamente versano dei contributi, ne abbiamo il triplo che tra pensioni sociali e di invalidita', oltre ad erodere tutto il versato, ci obbligano a cavarne fuori molti altri. E andra' sempre peggio se non si blocca il flusso. Ma non lo voglio bloccare, questo e' il punto!
albino marx 05 luglio 2017 17:37
Facciamo una piccola riflessione. Perché le giovani generazioni non prolificano? Per mettere su famiglia, ci vuole la possibilità di pianificare e ciò è consentito se sussistono le condizioni sociali, cioè lavoro sicuro, e strutture sanitarie adeguate, rispondenti alle esigenze. Servizi sociali quali, scuole materne, asili ecc. che siano al servizio di chi lavora e che consentano una equa compensazione legata al bilancio famigliare. L’incapacità politica o meglio la sua morale fatta di cupidigia, di sperpero e servilismo hanno creato le condizioni negative per la nostra economia. Ecco la soluzione dei capaci, dei competenti. Sostituire l’Etnia con persone che si assoggettano alla schiavitù, che lavorano sottocosto e possano essere sfruttate. Il primo passo è stato quello di togliere i diritti al mondo del Lavoro il prossimo sarà quello di inasprire leggi che permettano di soffocare la contestazione. In sostanza, un bel salto indietro sulle conquiste sociali. Invece di raffrontarci con il Mondo, sullo sviluppo e le capacità, svendiamo la forza lavoro al miglior offerente. Se però, vogliamo chiudere gli occhi e pensare che i nuovi schiavi, ci pagheranno la pensione, è solo un fatto di moralità. Prima toccherà ai migranti poi toccherà ai nostri figli ammesso che non decidano a loro volta di migrare.
Druido 05 luglio 2017 17:04
UltrasPice, Ma secondo Lei quanti immigrati economici si iscrivono all'Inps? Quanti pagano l'Inps? Quanto costa recuperare e mantenere quelli che non lavorano e non versano quindi i contributi rispetto ai contributi versati.
Il problema non è l'immigrazione legale di persone che vengono a lavorare in Italia ma quella di tutti gli altri clandestini e nullafacenti.
UltrasPice 05 luglio 2017 15:20
Boeri dice: abbiamo bisogno di un numero crescente di immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale". Boeri ha inoltre evidenziato come gli immigrati che arrivano da noi siano sempre più giovani: la quota degli under 25 che cominciano a contribuire all’Inps è passata dal 27,5% del 1996 al 35% del 2015", corrispondenti a 150mila contribuenti in più ogni anno. Un dato, ha fatto rilevare, in grado di’compensare il calo delle nascite nel nostro paese, la minaccia più grave alla sostenibilità del nostro sistema pensionistico, che è attrezzato per reggere ad un aumento della longevità, ma che sarebbe messo in seria difficoltà da ulteriori riduzioni delle coorti in ingresso nei registri dei contribuenti rispetto agli scenari demografici di lungo periodo".
L'analisi fatta oggi dal presidente Boeri conferma semplicemente che gli immigrati stanno sostituendo gli italiani non solo a livello demografico ma anche a livello lavorativo e proprio ieri l'Istat ha rilevato che a maggio la disoccupazione generale è all'11,3%, ovvero 11 italiani su 100 non hanno un lavoro, e che la disoccupazione giovanile è al 37%, una cifra che coincide alla perfezione con quel 35% di giovani immigrati che, stando a Boeri, stanno invece versando contributi all'Inps. I conti sono semplici: il 37% dei nostri ragazzi non ha lavoro perché al loro posto lavorano i giovani immigrati. E stavolta a dirlo non è la Lega ma è il presidente Inps, di nomina renziana, Boeri..."
UltrasPice 05 luglio 2017 15:04
da uomo del popolo mi pongo una domanda: se boeri dell'inps dice che senza immigrati avremmo non ricordo più quanti miliardi di euro in meno perché con tutto questo denaro a disposizione tutti i paesi della zona eu non li vogliono ? chi ha una risposta seria è ben accetta...
anonimusV 05 luglio 2017 13:44
Basta a Soldati.Preoccupato per i profughi.Sereno nello stoccaggio gas.Spero non ti dia piu' fiducia nessuno
alex 05 luglio 2017 10:59
purtroppo penso propio abbia ragione Bruno
bruno59 05 luglio 2017 09:50
Tra un pò vedremo la "destra" che ,appurate le oggettive difficoltà nel "mandare a casa loro" i clandestini si sposterà su posizioni ex sinistroidi..
Scommettiamo?
Nel secondo tempo si cambia campo..
albino marx 05 luglio 2017 08:39
E’ interessante scoprire che il PD, con la Boldrini in testa, ritengano i migranti una risorsa e giocando sui drammi Africani trasformino l’accoglienza in un obbligo morale. Uno strano fenomeno che è cresciuto esponenzialmente tanto da far si che si sia trasformato in un business. Le ONG vanno a prelevare i profughi direttamente sulle coste Libiche e li scaricano nei porti Italiani dove, per convenzione, sussiste l’obbligo di accoglienza. Non entro nel merito dei costi e dei problemi per il Nostro Paese che di colonialismo a vissuto ben poco ma che oggi si sta trovando a farsi carico, per primo, dei problemi generati per lo più da Inghilterra, Francia, Belgio e Olanda ma vorrei puntualizzare che invece di affrontare seriamente il problema si sta scatenando la guerra dei poveri dove i “furbi” non mancano mai. Ciò che mi piacerebbe invece leggere è qualcosa che incida seriamente sul problema, una voce autorevole in Europa ed una Politica internazionale che lo affronti nella giusta misura e non le solite scaramucce che si cavalcano anche a fini politici. Ciò vale indistintamente per chi ha governato e per chi lo sta facendo. Esistono o non esistono responsabilità politiche su questo problema? Si abbia almeno la compiacenza di ammettere responsabilità ed incompetenza per non usare termini più pesanti. Chi vive dignitosamente a casa propria, non fugge. L’Italia non è il Pese dei balocchi o forse si ma la morale di questa storia è anche agghiacciante.