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Elezioni, ecco la mappa dei sette comuni dove si vota
30 marzo 2017

Lodigiano e Sudmilano, ecco la mappa dei comuni al voto. La sfida più attesa è quella di Lodi, dove dall’agosto scorso è arrivato il commissario straordinario Mariano Savastano, a seguito della bufera giudiziaria che ha investito il Broletto e che ha portato alle dimissioni dell’ex primo cittadino Simone Uggetti (Partito democratico). Nella primavera del 2013 Uggetti aveva vinto al secondo turno alla guida di una coalizione di centrosinistra, composta da Pd e liste civiche. Uggetti era riuscito a vincere al ballottaggio con il 53,6 per cento dei consensi, contro il 46,3 della sua sfidante Giuliana Cominetti, in corsa con una lista civica sostenuta anche da Lega nord e Pdl. Uggetti aveva conquistato complessivamente 9.544 voti, mentre Cominetti aveva ottenuto 8.256 voti. Nel 2013 il ballottaggio si era tenuto a metà giugno: avevano votato 18.129 lodigiani su un totale di 34.148 aventi diritto.

Per il momento a Lodi ci sono già cinque candidati sindaco. Il centrosinistra si è affidato all’ex guida degli industriali e attuale presidente della Camera di commercio, Carlo Gendarini, che è sostenuto dal Partito democratico, Lodi comune solidale e lista promossa dall’ex presidente del consiglio comunale Gianpaolo Colizzi.

In alternativa alla coalizione di Pd e alleati, si è presentata la lista civica 110&Lodi, con candidato sindaco il professore universitario Stefano Caserini.

Il centrodestra è invece guidato dall’architetto lodigiano Sara Casanova, vice segretario provinciale della Lega nord, che è supportata anche da Forza Italia, Alleanza lodigiana e partito Pensionati. Sempre nell’area di centrodestra, è in corsa per la carica di primo cittadino il consigliere comunale uscente di Forza Italia, Lorenzo Maggi che ha promosso due liste civiche, coinvolgendo molti giovani. Completa lo scenario l’esponente del Movimento 5 Stelle, Massimo Casiraghi, fotografo freelance che si occupa di web e marketing digitale.

Non è escluso che a breve possano spuntare altri candidati di natura civica o allargarsi le attuali alleanze, per gli ultimi due mesi di duelli in attesa dell’appuntamento con le urne.

San Donato Milanese

La sfida delle amministrative vedrà protagonisti il sindaco uscente Andrea Checchi (Pd e lista Noi per la città) e il candidato di centrodestra Cesare Mannucci, in attesa di ufficializzazione, che ha l’appoggio di Forza Italia, Lega nord e Fratelli d’Italia. Un ruolo chiave lo giocheranno le liste civiche, buona parte delle quali si sono già fatte avanti, sebbene per il momento l’unica candidatura a sindaco che è stata annunciata è quella della capogruppo della lista di opposizione “Insieme per San Donato”, che capeggerà la corsa del suo gruppo civico. Alla competizione elettorale dovrebbero in particolare partecipare: “San Donato riparte” che vede tra i suoi componenti il capogruppo di minoranza Marco Menichetti (eletto con una lista di Verdi – Sel); “Sando Lab”, che ha tra i suoi referenti l’ex coordinatore del Pd Carlo Barone, il quale ha annunciato di essere uscito dai democratici per portare avanti un impegno nel sodalizio formato in prevalenza da giovani; “San Donato vola”, di cui fanno parte i consiglieri del gruppo misto di minoranza Roberto Ponte e Giacinto Calculli che per il momento non hanno però ancora confermato la propria presenza alla sfida. Così come anche il gruppo “5 Stelle” deve ancora esprimersi riguardo la propria presenza alla competizione elettorale .

Melegnano

Melegnano e il dopo Bellomo, in pole position ci sono Raffaela Caputo e Rodolfo Bertoli. Ma sinora l’unico nome certo è quello di Lucia Rossi. Domani sera intanto il Movimento 5 Stelle ufficializzerà il proprio candidato. C’è inoltre l’incognita Lega nord, che alla fine potrebbe correre da sola. Nel centrodestra, Forza Italia punta sul vicesindaco Caputo per il dopo Bellomo che, a meno di clamorose novità normative, non potrà candidarsi per la terza volta consecutiva. Ma il nome della Caputo non incontra gli entusiasmi della Lega nord, che vorrebbe invece lanciare il segretario Enrico Lupini o il leader di Officina Melegnano Giuseppe Di Bono. Ecco perché al momento la quadra non si prospetta per nulla semplice. Un po’ come sta avvenendo nel centrosinistra, dove il Pd sarebbe pronto a giocare la carta dell’ex assessore Bertoli. È invece già in campo da una decina di giorni la leader consiliare di “Insieme cambiamo” Lucia Rossi che, sostenuta anche da Sinistra per Melegnano, non sembra avere alcuna intenzione di fare un passo indietro. In questa fase, insomma, non è affatto escluso che al primo turno i quattro schieramenti corrano ciascuno con un proprio candidato. Nasce da qui la clamorosa ipotesi di un grande centro che, composto da Pd, Forza Italia ed eventualmente Udc, si contrapporrebbe da un lato alle forze di sinistra e dall’altro a quelle di destra. Non ha di questi problemi il Movimento 5 Stelle che domani alle 20.45 presenterà ufficialmente il proprio candidato sindaco.

Dresano

A Dresano c’è un unico candidato sindaco sicuro, ed è il primo cittadino uscente Vito Penta. Penta è proposto al secondo mandato dalla lista “Primavera per Dresano”, che ha vinto le elezioni del 2012 con il 51 per cento circa dei voti. Quello del sindaco è l’unico nome già segnato per ora sulla scheda elettorale che voteranno circa duemila aventi diritto. “Primavera per Dresano”, vicina al centrosinistra, ha vinto tre volte di fila: nel 2002 e 2007 con Mario Valesi, cinque anni fa con Penta. In consiglio comunale la minoranza attuale è una sola, “Dresano Insieme”, che ha due consiglieri su sei. Un dato certo in vista del turno dell’11 giugno è che chiunque presenterà liste dovrà farle con dodici candidati consiglieri, perché l’assemblea municipale, dopo essere stata portata al massimo dell’austerity dalle normative nazionali, risalirà a sette di maggioranza più il sindaco e quattro di opposizione.

Valera Fratta

Valera Fratta avrà un nuovo sindaco. Dopo due mandati, Giorgio Bozzini si fa da parte e lascia campo aperto alla competizione a due. A contendersi la poltrona saranno il suo attuale vicesindaco Fabio Gazzonis, che corre con la stessa compagine oggi al governo “Per Valera Fratta”, e l’antagonista Alessandro Maio, che partendo dall’attuale minoranza cerca un coinvolgimento più ampio con nome e simbolo nuovo, “Insieme si può”. Cinque anni fa il gruppo “Per Valera Fratta” aveva chiuso con una vittoria netta e il 64,32 per cento delle preferenze. Allora i votanti furono 908, il 74,05 per cento degli aventi diritto, 1218, in crescita forte nelle ultime due tornate amministrative di pari passo con l’incremento dei residenti. Da segnalare che quest’anno i consiglieri da eleggere saranno 10 più il sindaco, mentre cinque anni fa, Valera fu l’unico tra i piccoli comuni lodigiani sotto i 3mila abitanti a incappare nella normativa che riduceva il numero dei consiglieri a 6 (alzati poi a 10 solo dal 2014).

Castiglione d’Adda

A Castiglione l’attuale sindaco Alfredo Ferrari ha annunciato la sua ricandidatura, appoggiata dalla segreteria provinciale della Lega nord. Oltre a Ferrari, il solo ad essersi pubblicamente candidato, con largo anticipo, è stato Cristian Rattotti (lista civica). Dal centrosinistra ancora nulla di ufficiale ma, secondo indiscrezioni, al contrario dalle previsioni, l’ex sindaco Umberto Daccò (Pd), attuale capogruppo di opposizione, non sarebbe il candidato. Restano da chiarire le intenzioni dell’altro capogruppo di minoranza, Tino Pesatori (area moderata). Di certo però rispetto alle ultime votazioni, per Castiglione i numeri in aula cambieranno. Nel 2012 infatti il comune andò alle urne in base a una normativa (che durò pochissimo) che prevedeva un consiglio comunale formato da 8 persone: cinque di maggioranza, due di minoranza, più il sindaco. Con le elezioni 2017, Castiglione, in base alla normativa vigente, tornerà ad uniformarsi agli altri paesi: il nuovo consiglio comunale sarà formato da 13 persone, di cui otto legate alla maggioranza e quattro alla minoranza, più il sindaco. E per presentare una lista non saranno più sufficienti 30 firme, bensì 60.

San Rocco al Porto

A San Rocco al Porto il clima preelettorale dopo il commissariamento seguito alle dimissioni del sindaco Pasquale Mazzocchi è di totale incertezza. In questi mesi centrosinistra e Lega nord hanno incontrato il loro elettorato per tastare il polso e cercare un candidato sindaco ma nessuno è ancora uscito allo scoperto indicando i candidati alla poltrona di sindaco. Stando al toto-nomi tra i più papabili del centrosinistra vi sarebbe quello di Claudio Spelta, già assessore nell’amministrazione Ravera e consigliere di minoranza nell’era Mazzocchi, mentre per il Carroccio si vocifera di un giovane militante in arrivo da fuori. Poco credibile sembrerebbe invece una ridiscesa in campo proprio del sindaco dimissionario Mazzocchi, sebbene ventilata da molti, mentre i ben informati riferiscono della possibile candidatura dell’ex assessore all’urbanistica Pietro Montanari. Anche nelle fila di Forza Italia nessuno al momento si “sbottona”.

(Hanno collaborato Matteo Brunello Giulia Cerboni, Emanuele Dolcini, Stefano Cornalba, Andrea Bagatta, Sara Gambarini e Laura Gozzini)

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3 commenti.
Druido 02 giugno 2017 13:55
Ah Sergio Alessi quindi tu voti chi vorrebbe Davigo,Freccero,Gabbanelli quali candidati....e chi vorrebbe dare le case ai rooom. Complimenti!
sergioalessi 31 marzo 2017 20:30
Non leggo nemmeno l'articolo. Voto 5stelle
Pierino 31 marzo 2017 09:06
con il superamento della giunta Bellomo credo che le forze riformiste melegnanesi (PD e Fi) debbano lavorare assieme per il bene della città. Non possiamo dare Melegnano a persone e coalizioni che non sono competenti .