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PRIMOPIANO
Poltrone
Il Pd vota il presidente forzista pur di “bloccare” il leghista Passerini
16 febbraio 2017

No alla spartizione delle poltrone, il Pd ha tradito i criteri di scelta che erano sempre stati utilizzati in passato e condivisi da tutti, il territorio ne esce spaccato politicamente e geograficamente. Dopo la scelta degli incarichi di rappresentanza territoriale nel distretto e nella conferenza d’ambito dell’Ats Città Metropolitana (ex Asl). In particolare, la carica di presidente del distretto è andata a Livio Bossi, di area forzista, eletto con i voti del Pd che ha rifiutato la candidatura proposta dalla Bassa e dalla Lega Nord di nominare il sindaco di Codogno Francesco Passerini.

La scelta ha scatenato la bagarre in seno all’assemblea, e oggi la segreteria provinciale della Lega Nord puntualizza: «La Lega Nord non ha voluto partecipare a una spartizione di poltrone, ma aveva proposto la prosecuzione di una prassi ormai consolidata, quella di eleggere il sindaco della città più rappresentativa – si legge in una nota -. Non essendo in carica il sindaco di Lodi è stato quindi proposto il nome di Francesco Passerini, sindaco di Codogno. Di fronte all’atteggiamento del Pd che ha più volte espresso la disponibilità a convergere su un nome proposto dalla Lega che non fosse il sindaco di Codogno, la Lega Nord non ha dato la disponibilità a candidare un altro suo rappresentante perché sarebbe stato irriguardoso nei confronti della seconda città della Provincia e di tutta la Bassa». La Lega attacca frontalmente il Pd: «Il comportamento del Pd ha dimostrato ancora una volta, chi lavora ogni giorno solo per dividere anziché unire sulle scelte territoriali ponendo veti e lavorando affinché l’unità del lodigiano vada bene esclusivamente a condizione che si faccia quanto vuole il Pd e non per l’interesse dei concittadini». Alla Lega Nord risponde il sindaco di Casale Gianfranco Concordati, indicato come il principale artefice del no a Passerini insieme a Lodi Vecchio: «Quando ci sono delle candidature forti, vanno condivise. Noi abbiamo manifestato la disponibilità a votare un rappresentante della Lega Nord, ma non il sindaco di Codogno, perché ritenevamo che la presidenza dovesse essere ricoperta da persona con maggiore esperienza e con un profilo di unità e condivisione. Non c’è stata alcuna spaccatura territoriale, perché anche Casale, Somaglia, Senna, Orio Litta, Brembio e altri sono comuni della Bassa».

Andrea Bagatta

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7 commenti.
PAMPURIO 18 febbraio 2017 13:53
A me questi giochini di pura spartizione di parte mi danno ormai il voltastomaco.
Stib 17 febbraio 2017 14:29
Beh, nessuna meraviglia, è la ritirata strategica della sinistra contro i populismi, come in Francia: si riducono a votare la destra di Sarkozy per non far vincere la Le Pen. (qui doveva esserci una faccina con risata, fate conto che ci sia).
Pierino 17 febbraio 2017 12:59
Ha perfettamente ragioone ACCESS
è stata una forzatura della lega (evidente)..
Gli accordi erano diversi (ved candidato sindaco a lodi)
acces 17 febbraio 2017 10:31
Pur avendo la massima disistima per il neo presidente del distretto i leghisti dovrebbero imparare.
Le candidature si condividono, soprattutto se non si hanno i numeri, e non si impongono.
never summer 17 febbraio 2017 09:14
in effetti il PD sta dimostrando quello che è, cioè il nulla
Domenico 17 febbraio 2017 07:55
Cosa è il PD ?
Druido 16 febbraio 2017 20:36
Quella del Sindaco Concordati è la solita logica partitistica che non tiene conto delle capacità individuali!