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La “classifica” dei parlamentari, in testa il leghista Guidesi
29 dicembre 2016

Il “campione di presenze” è il deputato Guido Guidesi della Lega nord. Tra i parlamentari lodigiani e sudmilanesi, infatti, si piazza ai vertici della classifica lombarda per il lavoro svolto alla Camera: è settimo nella graduatoria regionale, ventesimo in quella nazionale, con un punteggio pari a 482,74. L’osservatorio civico Openpolis ha elaborato l’“indice di produttività” dei parlamentati italiani nel 2016, basato sui dati ufficiali aggiornati al 21 novembre e reperibili dai siti di Camera, Senato e openparlamento. Sono stati 920 i parlamentari monitorati; 252 le leggi tracciate, 35.830 le votazioni registrate; 363 i ruoli chiave valutati e 20 le regioni confrontate. L’indice di produttività, infatti, non tiene conto solo della presenza in aula e nelle commissioni, ma anche degli atti prodotti e degli interventi.

Al “top” della classifica domina il Carroccio. Il deputato Marco Rondini si piazza infatti al dodicesimo posto in Lombardia e al 32esimo nella lista nazionale (il punteggio è 432,33). Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle guadagna la 19esima postazione a livello regionale e la 70esima a livello nazionale (318,98). Per trovare gli altri due parlamentari del territorio bisogna scendere verso il basso: il deputato Luca Squeri di Forza Italia è 72esimo in Lombardia, mentre a livello nazionale si trova al posto numero 463 (il punteggio è 84,29); Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Partito democratico, si trova al 95esimo posto in Lombardia, mentre nella classifica globale si piazza al numero 594 (45,57). Per il vicesegretario, gli impegni in casa Pd sono stati decisamente tambureggianti.

Openpolis sottolinea che su 950 parlamentari solo una manciata riesce a essere determinante. Nell’indice di produttività la stragrande maggioranza degli eletti ottiene un punteggio basso, raggiungibile anche solo con le presenze. Solo il 5 per cento riesce ad avere un’influenza sui lavori dell’aula. Sono diversi gli elementi che contribuiscono a formare il punteggio finale, deputati e senatori sono stati divisi in fasce di produttività in modo da rendere evidente il peso di ciascun fattore. Alcuni elementi, come le presenze, bastano per ottenere solo posizioni basse, fino a 200 punti. Altri, come la relazione su atti di media importanza, possono portare fino alle fasce intermedie. Mentre nelle fasce più alte si trovano i parlamentari che hanno presentato disegni di legge poi approvati in via definitiva, o i relatori di atti chiave. Oltre il 70 per cento di deputati e senatori ha meno di 200 punti.

Greta Boni

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7 commenti.
Druido 30 dicembre 2016 19:13
Entrate a far parte di un gruppo politico. Alle prossime elezioni fatevi eleggere così godrete anche voi dei privilegi di questi signori.



bruno59 30 dicembre 2016 16:27
PEnsione calcolata come normali lavoratori e retribuzione molto ridotta e basata sulle timbrature del cartellino. Perché io si e loro no???
PAMPURIO 30 dicembre 2016 10:28
Questi parassiti hanno applicato alla lettera "LAVORARE MENO LAVORARE TUTTI".

Concetto importante ma che non si addice ai parassiti.
Ulsan1 30 dicembre 2016 09:50
Ma che discorsi sono!
Io se non vado al lavoro non vengo retribuito.
La loro presenza deve essere 100%.
Poi la presenza non è sinonimo di impegno.
alex 30 dicembre 2016 08:30
io voto no! ahahahahahhahahahahahahhaha
kojak 29 dicembre 2016 21:38
Bastava votare si
PAMPURIO 29 dicembre 2016 14:48
Riduceteli a 150 perchè il resto è parassitismo alle spalle dei contribuenti.