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Beni ai terremotati, la Provincia di Lodi ora ammette il pasticcio
13 novembre 2016

La Provincia di Lodi ammette il pasticcio: nella gestione dei beni donati per il terremoto del 24 agosto c’è stato un grande errore di comunicazione, ma nessuna «malafede o appropriazione indebita». I materiali che erano stati donati dalla gente del Lodigiano per le popolazioni terremotate sono invece andati ad associazioni del territorio «per l’aiuto a famiglie e persone in difficoltà». Lo dice apertamente il presidente della provincia di Lodi Mauro Soldati con una nota.

Il 28 ottobre «il Cittadino» aveva pubblicato un articolo in cui raccontava come gran parte dei beni e dei materiali raccolti da numerosi gruppi di protezione civile comunali e dagli stessi comuni a fine agosto fossero ancora imballati nel magazzino della Colonna mobile della Protezione civile provinciale a Casale e, in piccola parte, nel deposito della protezione civile comunale di Lodi. I prodotti non erano arrivati nel Centro Italia fondamentalmente a causa di problemi legati al trasporto. Da allora, il gruppo comunale di Lodi è riuscito a organizzarsi con piccoli mezzi e in più viaggi ha fatto arrivare il materiale nel Reatino. La Protezione civile della provincia di Lodi, invece, per bocca del suo responsabile, il comandante della polizia locale provinciale Luca Pagano, aveva smentito che fossero stati raccolti beni in eccedenza e che fossero ancora stoccati nel magazzino, e quindi aveva affermato che però una parte di quei beni era stata donata ad associazioni locali attive in attività solidali a sostegno dei bisognosi del Lodigiano. L’ex assessore Nancy Capezzera aveva quindi chiesto che i beni ancora immagazzinati fossero inviati con urgenza alle Marche, colpite da un secondo terremoto a fine ottobre, e tramite il deputato Ignazio La Russa aveva fatto arrivare la richiesta anche al ministro Maria Elena Boschi al question time della Camera di mercoledì.

Il comune di Codogno, che aveva raccolto e immagazzinato nel capannone della protezione civile quasi due Tir di materiale, ha quindi effettuato un sopralluogo a inizio settimana, rilevando come fossero presenti una trentina di scatoloni soltanto rispetto ai quasi 2mila presenti a metà settembre (oltre a quelli di Codogno, c’erano quelli di tanti altri comuni della Bassa e del Centro Lodigiano). Per questo motivo, non essendo nemmeno stato coinvolto nella scelta sul da farsi e avendo già un’autorizzazione per spostare i beni nelle zone terremotate, aveva annunciato iniziative politiche e amministrative per sapere ufficialmente dove fossero i beni e chi avesse autorizzato il loro trasferimento. L’amministrazione codognese, senza entrare nel merito delle associazioni locali destinatarie dei prodotti e della loro attività, ha ritenuto però tradita la fiducia dei cittadini che avevano donato con la specifica finalità del terremoto.

Andrea Bagatta

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10 commenti.
bruno59 15 novembre 2016 06:57
Neversummer ,non dica stupidaggini e si informi su cosa è la Protezione Civile.
Non sono il circolo della briscola.
luigi57 14 novembre 2016 23:13
la responsabilità di quanto accaduto,ricade sulla protezione civile che si è arrogata il diritto di devolvere a loro piacere tutti gli aiuti umanitari che i cittadini di Codogno e della Bassa avevano raccimolato per aiutare i terremotati di Amatrice e Accumoli.
miriam 14 novembre 2016 16:38
Pierino, all'amatriciana che è la migliore.
Pierino 14 novembre 2016 12:52
e ora? spaghettata?
never summer 14 novembre 2016 12:13
protezione civile ... statene alla larga !! dilettanti allo stato puro.
jena 14 novembre 2016 09:47
Ma come fate a fidarvi di quei dilettanti? Che non mettano piu' un mignolo in questi affari. Sarebbe troppo bello avere i loro nomi sul giornale. Ma con un paio di telefonate li becco tutti. Gente che ha sempre fatto i passacarte e solo PER ANZIANITA' di servizio li mettono a dirigere queste cose. Questo succede anche con la CRI. Purtroppo ...
dana 14 novembre 2016 09:16
Che ambaradan!
Fender 14 novembre 2016 08:05
Ho capito male o alla fine non si a che fine abbia fatto il materiale in giacenza?
GIAMBA 14 novembre 2016 07:51
Questo è il risultato di una disorganizzazione generale,dove i responsabili non hanno saputo prendere decisioni importanti al momento giusto!!!I Volontari che a dispetto di alcuni responsabili della Protezione Civile non percepiscono alcun compenso come al solito hanno lavorato sodo non immaginando un epilogo cosi' tragicomico!!!
cippalippa 14 novembre 2016 07:22
Io non ho capito niente! Alla fine dove sono andati a finire gli scatoloni scomparsi da Codogno?