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Commercio
La crisi di corso Roma nel tratto verso porta Cremona
9 agosto 2017

Quasi non ci si accorge, passando per corso Roma, perché molte serrande sono abbassate per le canoniche due settimane agostane. Eppure, i più attenti notano chiaramente che molte vetrine scrutano i passanti come orbite vuote, con i negozi senza mercanzia e nemmeno mobili, gli spazi commerciali abbandonati alla polvere.

Corso Roma non è più l’anima del commercio lodigiano, a quanto pare, e i numeri lo dimostrano senza appello: nella seconda parte della via, quella che dall’incrocio con via XX Settembre sfocia a porta Cremona, si contano almeno una decina di negozi vuoti, falliti o comunque trasferiti in lidi più vivaci.

Su qualche vetrina campeggia il cartello “Affittasi”, ci sono numeri di telefono di agenzie immobiliari speranzose, mentre su altri non si trova nulla tranne l’alone di antiche pulizie.

E di conseguenza, questa morìa di esercizi commerciali danneggia anche i pochi che, con tenacia, continuano ad aprire tutte le mattine, credendo nella possibilità di una ripresa, credendo che corso Roma non possa finire con il bivio per via Legnano, ma che tutta la strada dovrebbe trovare una propria riqualificazione.

Lo spiega chiaramente Fabio Palin, del negozio Il Mercante di Caffé, che vende ovviamente caffé in tutte le forme, ed è rivenditore unico e ufficiale di una marca di macchinette a cialde: «Purtroppo - afferma - la zona è lasciata un po’ andare, da anni ci sentiamo abbandonati. Da quando abbiamo aperto, ormai cinque anni fa, abbiamo visto molti negozi intorno a noi chiudere, mentre non ci sono stati nuovi arrivi. Certo, i padroni degli immobili potrebbero almeno pulire le vetrine per invogliare eventuali interessati, o quantomeno un po’ di pulizia eviterebbe che la gente faccia marcia indietro quando arriva a metà della strada».

La pulizia, secondo Palin, deve comprendere anche la strada, i marciapiedi che, se fino a via San Martino sono in sampietrini, nel resto della via sono in asfalto. È significativo come, in una città in cui molti negozianti implorano a gran voce di restringere la zona a traffico limitato, una via del centro come corso Roma è mediamente frequentata proprio fino al punto in cui non passano le macchine, mentre dove si guida e si parcheggia i negozi faticano. «Qualche anno fa un assessore aveva proposto di mettere la Ztl anche qui, molti non erano d’accordo e alla fine non si è fatto nulla, ma secondo me è un modo per riqualificare la zona – racconta Lucilla Buzzini di Mandala -. Noi siamo aperti dal 2003, abbiamo la nostra clientela e andiamo avanti, ma è sempre più difficile per tutti». «La via è sporca, non invita certo a una bella passeggiata - prosegue Cristiano Reccagni de L’Ottico -: noi ci proviamo, curiamo il verde e abbiamo messo i portabiciclette, ma questi ultimi ormai ospitano solo bici abbandonate, e i fiori li hanno rubati».

Se a questo si aggiunge la crisi economica che non allenta la presa, il risultato è stata la chiusura del negozio di elettronica, di quello di cosmetica, del ristorante, dei negozi di abbigliamento o i bar che hanno preferito spostarsi altrove o serrare i battenti. Tra gli esercizi scomparsi anche la storica pasticceria del Corso. Gli specialisti delle uova di Pasqua hanno cessato l’attività, e il loro spazio a breve dovrebbe trasformarsi in un prolungamento della sede della Bcc Centropadana. La banca ha riqualificato palazzo Sommariva contribuendo in piccola parte a migliorare almeno un tratto della strada che, con l’apertura del Libraccio e di altri negozi sembra davvero voler risorgere dalle ceneri.

«Non mi piace quando la gente passa di qui e ci chiede dove sia corso Roma – chiude Fabio Gittardi del negozio di biancheria Linea -. Questa parte della via merita di essere riqualificata».

Federico Gaudenzi

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12 commenti.
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UltrasPice 18 agosto 2017 16:29
donneee è arrivato l'arrotinoooo !!!
dei sorrisi delle commesse non me ne può fregar di meno quando invece vedo trattamenti simili negli asili negli ospedali nelle case di riposo. qui si che se uno non ha l'animo deve fare un altro lavoro !!!!!!!!!
miriam 14 agosto 2017 14:59
ma anche i sorrisi forzati e ipocriti alla lunga non durerebbero....Se uno non ha l'animo accogliente, non se lo può dare e alla fine prevarrebbe sempre il solito muso
scontenta 14 agosto 2017 13:53
mi auguro che i commercianti leggano i commenti e coloro i quali sono cortesi non si risentano
gli altri rivedano un po' il loro comportamento o guardino come fanno gli altri
sono cresciuta con un insegnamento:guarda sempre chi è meglio di te,si impara
miriam 14 agosto 2017 08:34
anche con pbirillo sono molto d'accordo.....Io se avessi un negozio a Lodi, punterei su commessi capaci a gestire le relazioni, che non è da tutti....Purtroppo UltrasPice non tutti possono svolgere questo lavoro a contatto con il pubblico, perchè se lo fanno scappare devono cambiare mestiere....:)
miriam 14 agosto 2017 08:30
hai ragione scontenta perchè la cosa essenziale è trovare dei commessi accoglienti e garbati, cosa che a Lodi trovo abbastanza difficile. Mi raccontavano che in un negozio del centro di Lodi, una ragazza aveva provato dei pantaloni senza poi acquistarli e si è sentita rispondere dalle commesse una parolaccia: forse perchè era straniera????.....
UltrasPice 10 agosto 2017 14:15
forse nel caso di birillo la commessa aveva i capperi suoi a casa e non era molto in vena di sorridere...
alex 10 agosto 2017 12:23
mi ripeto....non tolgo nè aggiungo nulla al commento di Scontenta!!...mettendo l'accento sul fatto che sono finiti i tempi in cui fare le vasche in corso con la borsa degli acquisti griffati dal brand degli esercizi commerciali storici di lodi bastava a sè stesso e al buon andamento dell'economia del centro cittadino. Finita un'epoca
scontenta 09 agosto 2017 14:30
sono tanti i fattori da prendere in considerazione:i costi elevati di gestione dei negozi,la crisi, i mercati frequenti e molto frequentati a Lodi,i numerosi outlet , meta di gite,che offrono prodotti di qualità a prezzi ribassati,ecc ecc
non tralasciamo però un po' di savoir faire che conta moltissimo
è sgradevole entrare in un negozio dove ti guardano dall alto in basso, non sorridono, si e no salutano e pur spendendo hai la sensazione di aver chiesto l'elemosina, se non sei conosciuta come facente parte della creme della città
basterebbe cambiare un po' l'atteggiamento, non costerebbe nulla
ricordiamoci che il cliente può scegliere

UltrasPice 09 agosto 2017 13:51
birillo ognuno è padrone di comprare dove meglio crede. se per un negozio tu non rientri nei suoi canoni commerciali fattene una ragione puoi benissimo rivolgerti ad un altro negozio...
c'è gente che va nel negozietto sotto casa perché gli manca un etto di cotto alle 19,30 di sera e poi al sabato va nei centri e spende un patrimonio. compris ?
bruno59 09 agosto 2017 11:32
Silvester cambi manfrina. Provi a chiedere quanto vogliono di affitto per un buco in corso Roma e poi vedrà se la colpa è del PD o dei proprietari... Ci ho provato per curiosità ed in fondo a corso Roma, angolo perduto, hanno chiesto 1000 euro al mese due anni fa.. Oltre al rifacimento degli interni.
Si informi prima di blaterare.