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LODI
LA storia
A Lodi nasce un frutteto “self service”
5 aprile 2017

Altro che supermercato e altro che chilometro zero. Da giugno ognuno potrà andare lì, nei campi di Marco Mizzi, 26 enne di Montanaso, e raccogliere da solo i frutti. Poi passare all’uscita e pagare. Ciliegie, pesche, susine, lamponi, more, mirtilli e anche il miele. Mizzi ha un’idea, pagare addirittura, non a chili, ma a numero di cestini. In fondo a via San Fereolo si imbocca via del Sandone, al numero 14, sulla destra, arrivando da Lodi, si trovano i suoi campi. Prendendo la tangenziale, invece, in direzione Milano, si può scorgere il cancello del frutteto sullo svincolo dell’uscita per Lodi Vecchio.

«Ho piantato 700 ciliegi, soprattutto duroni - racconta il giovane -, ma anche 20 peschi, 20 susini, varie piante di more e lamponi, poi 100 piantine di mirtilli. Ho anche delle arnie. Insieme ai compagni dell’agraria faremo miele di acacia e millefiori». La vera novità però di questa esperienza è l’autoraccolta. «Ho scelto di mettere 26 varietà di ciliegi per differenziare la maturazione», spiega Mizzi. Coltivare frutta è un sogno che il giovane aveva da quando si è iscritto alle superiori. «Ho impiegato un po’ a trovare la terra - dice -, poi ho incontrato questa famiglia che mi ha venduto il terreno, un ettaro e mezzo in tutto. Ho avuto un bel po’ di pazienza ad aspettare». Negli ultimi 6 anni, Mizzi si è fatto le ossa lavorando al frutteto dell’università. «Sono una mosca bianca lo so - ammette -, tutti si buttano sul latte. Io,invece, ho questa passione. Faccio anche altri lavoretti. In primavera, per esempio, curo i giardini dell’Erbolario, in viale Milano». Quando ha incominciato ad avviare questo frutteto Mizzi aveva solo 23 anni e si era iscritto ad agraria, a Milano. «In terza elementare - racconta - già dicevo che volevo fare il fiorista. Invece sono arrivato a coltivare la frutta con il metodo della lotta integrata. È difficile trovare qualcuno che lo faccia. Più avanti, magari, arriverò al biologico puro, ma prima devo imparare. Qui il clima è diverso che in collina. Devo fare i conti anche con la cimice cinese. metterò delle trappole». I campi erano incolti dal 2009. L’anno scorso hanno fatto i frutti peschi, albicocchi e lamponi, quest’anno avremo le ciliegie.

«A giugno aprirò lo spaccio con un gazebo - promette -, sto inoltrando le richieste di inizio lavori in Comune. Sono iscritto alla Coldiretti e autorizzato a vendere i miei prodotti. Dicono tanto che aiutano i giovani, ma io non ho visto contributi. La legge non fa distinzione tra frutteto e mais. Nel frutteto per avere una produttività devi aspettare, non puoi avere subito i frutti come per il granoturco. La camera di commercio, invece, mi ha dato il 30 per cento del costo delle attrezzature». Adesso a dargli soddisfazione saranno i lodigiani che andranno nei campi direttamente con cestini e cassette a raccogliere pesche e lamponi. Il profumo, nell’aria, è già intenso e invitante. Il ritorno alla natura, è proprio il caso di dirlo, dà i suoi frutti.

Cristina Vercellone

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28 commenti.
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scontenta 10 aprile 2017 12:04
spero solo che altri ti imitino,che si utilizzi la pianura per coltivazioni di qualità nell'interesse di chi produce, del consumatore,dell'ambiente e degli animali
inutile produrre molto, scadente, rovinare l' ambiente,maltrattare gli animali per arricchire le multinazionali e la grande distribuizione
ISSOR1960 10 aprile 2017 08:51
Marco, non farci caso e non dargli peso, l'invidia e la gelosia non hanno limiti, Meazza... Cesarere... e altri, lo hanno dimostrato!

La tua è un'idea che funziona sicuramente, è stato dimostrato a Tavazzano dove c'è un frutteto di albicocche gestito come vuoi gestire il tuo, aperto l'anno scorso (è stato il primo anno di produzione) con grande successo. Vedrai che anche il tuo sarà lo stesso!

La gente quando può, vuole mangiare fresco e sano, anche spendendo qualcosa in più rispetto al supermercato.

Bravo per il coraggio e l'idea..... ci vediamo presto!
Mustulén 10 aprile 2017 08:37
"MA le pere non crescono nelle cassette?" (cit.)
bruno59 10 aprile 2017 08:36
Ieri , domenica, passando a piedi , stavano lavorando alacremente... Io ci andrò.
E' un esempio per i giovani cultori della domeniche passate a letto dopo una estenuante notte fuori dal bar a discutere di fuffa...
ARISTIDEZUCC 09 aprile 2017 21:06
Bravo bella iniziativa . Per il palpeggio della frutta direi che ne subisce di più quella di supermercati e ristoranti con tutti i passaggi che fanno
Bravo nel l'idea è farò subito una prova
cesarere 09 aprile 2017 18:03
Mandare in giro i clienti x il frutteto a "palpare" la frutta non e' una bella idea. Tutti toccano x cercare i piu maturi e poi i frutti cadono
scontenta 09 aprile 2017 10:36
dobbiamo sostenere queste iniziative
prodotti a km zero, prodotti a lotta integrata...
questo deve essere lo "sfruttamento" del territorio, lavoro per i lodigiani, prodotti per i lodigiani di qualità e non prodotti che arrivano da chissà dove,prodotti chissà come,trasportati con mezzi che inquinano, consumano, riempiono le autostrade di camion
scelte economiche, ecologiche e razionali
SimoneURP 09 aprile 2017 09:07
Pampurio, dice che di ciliegi ne ha messo 26 varietà diverse. Probabilmente in futuro farà la stessa cosa anche con altri frutti.
Comunque BRAVO Marco, ci verrò sicuramente.
NB Alex te me fe muri' hahahahahaha
miriam 08 aprile 2017 19:43
difatti jena hai ragione, anche a me non suonava bene ma cosa vuoi sto invecchiando :-))
jena 07 aprile 2017 15:50
Ingegnissimo? ma come parli miriam. Io manco dall'Italia da molto, ma secondo me si dice "ingegnosissimo". Senza cravatta !