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Lodi
Il Natale è passato e le luminarie d’artista sono rimaste nella polvere
5 gennaio 2017

I lodigiani avevano perso le tracce delle luminarie d’artista. Fino a quando, due anni fa, sono rispuntate, ma accatastate in un magazzino comunale, più precisamente quello dietro l’ex Atm, a Porta Regale. Una brutta fine per le luminarie d’artista, costate addirittura 250 milioni delle vecchie lire nel 2002, quando a palazzo Broletto era guidato dal sindaco Aurelio Ferrari.

In più di un’occasione queste luminarie sono finite al centro della polemica politica, salvo poi scoprire che si trovavano in un deposito a prendere la muffa.

Ripercorrendo quanto accaduto in passato, gli addobbi erano stati pensati per completare l’arredo urbano della città durante tutto l’anno. L’iniziativa era stata autorizzata tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002. Il piano, molto ambizioso, era stato firmato dall’artista Giulio Paolini, con un iter di realizzazione molto articolato.

L’esecutivo comunale aveva approvato due delibere per la progettazione e la realizzazione di strutture luminose a carattere artistico. La giunta aveva poi affidato con due provvedimenti la cura di opere illuminotecniche alla persona di Stefano Valenzano, da posizionare da piazza Castello a piazzale Barzaghi. La finalità era valorizzare l’immagine di Lodi, in occasione di particolari eventi o manifestazioni. Gli addobbi artistici erano stati messi in mostra per un periodo, poi erano scoppiate le contestazioni. E le luminarie d’artista erano sparite dalla circolazione.

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13 commenti.
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sebastian 05 gennaio 2017 20:01
2.400 euro per delle orribili palle in ceramica, non bastavano delle semplici luminarie natalizie?
PACCHIAV 05 gennaio 2017 17:11
Grazie alle solite facce che durante le campagne elettorali spuntano fuori con le loro liste civiche del menga, per poi rivelarsi o dei voltagabbana che passano da un partito all' altro fregandosene delle persone che li hanno votati, o degli incapaci.
Le solite facce che stanno rispuntando anche in questi giorni, e che verranno a chiederci il voto nei prossimi mesi.
giordano71 05 gennaio 2017 17:07
soldi pubblici=carta straccia
burian 05 gennaio 2017 16:47
erano bellissime, una vera opera d'arte di ricerca, in cui mi ricordo contava molto l'ordine dinamico e la sovrapposizione geometrica spaziale degli elementi; da quanto mi hanno detto alla waskenboys, che le avevano in parte riutilizzate, adesso diverse si sono pure rotte, per cui ho dei grossi dubbi che si possa recuperare quell'esatto gesto artistico; nessuno qui ha delle fotografie dell'epoca?
scontenta 05 gennaio 2017 13:20
si poteva benissimo usare le luminarie lasciate a rovinarsi in magazzino , certamente non più brutte di quelle che sono state acquistate o noleggiate recentemente
se non ci bisogna spendere non vedo perché cambiarle tutti gli anni!!!
non capisco con quali criteri si effettuino le scelte

aproni@alice.it 05 gennaio 2017 12:30
L'arte vuole la sua parte nel portafoglio del Pantalone lodigiano. Non dimentichiamo che paghiamo centinaia di migliaia di euro per tenere le nostre opere(quadri e museo) in un magazzino IVRI
Pierino 05 gennaio 2017 12:08
le mettiamo in casa di xenon
xenon 05 gennaio 2017 11:49
Perchè non venderle e fare cassa? Magari si potrebbe diminuire le tasse ai cittadini. Questi fatti dimostrano che non è vero che non ci sono soldi, ma che ci sono imbranati nell'Amministrazione comunale.
acces 05 gennaio 2017 11:46
Queste luminarie furono un'operazione lungimirante se solo pensiamo a quanto sono costati i noleggi degli impianti (negli ultimi anni penose!) per 15 anni.
Purtroppo cattiva organizzazione comunale e le solite menti benpensanti fecero abbandonare la cosa.
Certo è che invece di continuare a noleggiarle spendendo soldi si potrebbero utilizzare queste.

Infine caro Titolista del cittadino ti sembra una cosa corretta sparare in prima pagina "luci d'artista da 250 MILIONI" senza specificare che trattasi di LIRE e non EURO???
shamrock 05 gennaio 2017 11:36
...e le palle di natale a 2400 euro...e le palle poi girano...