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Epidemia
Aviaria, nuovo focolaio: coinvolti altri 11 Comuni lodigiani
1 settembre 2017

Si allarga l’epidemia di aviaria animale nel Pavese, il Lodigiano rimane nella stretta dei divieti per impedire il diffondersi dell’epidemia. L’Ats Città Metropolitana Milano e Lodi (ex Asl) ha istituito infatti un’ulteriore zona di restrizione che coinvolge 11 comuni del Lodigiano tra Centro e Bassa. Scattano alcune prescrizioni e divieti nella fascia tra Lodigiano e Pavese rispetto alla movimentazione degli animali. Il nuovo focolaio è stato messo in sicurezza a Monticelli Pavese il 29 agosto, mentre la zona di restrizione si applica, oltre al Pavese, a San Colombano, Borghetto, Graffignana, Brembio, Guardamiglio, Livraga, Orio Litta, Ospedaletto, San Rocco al Porto, Senna e Somaglia.

Il primo focolaio d’aviaria nella zona pavese a ridosso del Lodigiano era stato trovato a Chignolo Po l’8 agosto scorso, e il 16 agosto l’Ats Città Metropolitana istituiva una zona di protezione a San Colombano e una zona di sorveglianza in altri 10 comuni in una fascia di 10 chilometri da Chignolo. Le misure assunte dall’Ats prevedono alcune restrizioni e divieti in tutti quei comuni. Ora però l’epidemia si allarga nel Pavese. Il 29 agosto infatti l’Ats di Pavia disponeva l’abbattimento e la completa sanificazione di un allevamento di Monticelli Pavese, nel quale alcuni polli erano risultati positivi al virus dell’influenza aviaria. Il 30 agosto, l’Ats Città Metropolitana di Milano e Lodi ha quindi istituito una nuova zona di sorveglianza nel raggio di 10 chilometri da questo focolaio. Oltre ai paesi del Pavese, dunque, ricadono nella zona di restrizione anche 11 paesi tra Milanese e Lodigiano, in pratica tutta la fascia sud della provincia, vicino al confine con il Pavese.

Nella zona di sorveglianza l’Ats Città Metropolitana ha subito stabilito alcune misure restrittive che si applicano in tutti i comuni. In particolare, viene subordinata al rilascio di preventiva autorizzazione da parte dell’Unità veterinaria regionale ogni movimentazione di pollame, pollastre, pulcini e uova, l’obbligo di sottoporsi a norme di biosicurezza per gli operatori di allevamenti, la pulizia e disinfestazione di ogni materiale a contatto con pollame o altri volatili, il divieto di spandimento senza autorizzazione di letame o lettiere usate di volatili. Inoltre, è fatto divieto assoluto di mercati, esposizioni e raduni di volatili o altri uccelli, ed è vietata la caccia agli acquatici in appostamento fisso con uso di richiami vivi ed è vietata l’immissione e l’introduzione nel territorio di selvaggina cacciabile.

L’area di sorveglianza rimane in vigore fino al 29 settembre prossimo, e fino a quella data rimangono in vigore tutte le restrizioni. Le manifestazioni previste in questo periodo nei comuni interessati, tra cui la Sagra provinciale dell’uva a San Colombano il prossimo 24 settembre, e le attività di caccia rimangono dunque sottoposte ai divieti istituiti.

Andrea Bagatta

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