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San Colombano
Accerchiato dai cinghiali, il racconto del cacciatore
31 agosto 2017

Inseguito e accerchiato da un branco di 15 cinghiali, due minuti di puro terrore ai piedi della Valbissera a San Colombano per Gianni Gargioni, cacciatore di Camporinaldo, Miradolo Terme. È accaduto lunedì mattina presto, prima delle 7, quando l’uomo si è spinto al confine tra provincia di Pavia e di Milano con i suoi cani. E proprio i cani potrebbero aver suscitato la reazione «mai vista», come dice lo stesso Gargioni, dei cinghiali. Per lui due minuti di paura con gli animali a ringhiargli contro, pronti alla carica, poi tutto è finito semplicemente con gli ungulati che si sono girati indietro e si sono allontanati.

Gargioni stava conducendo i suoi cani per la collina, quando a un certo punto si sono allontanati sotto alcune viti. Improvvisamente uno dei due cani è scappato via a gambe levate, mentre il secondo si è precipitato dal padrone e si è riparato dietro le sue gambe. In un attimo Gargioni ha capito il motivo: dietro il cane infatti è arrivato subito a passo sostenuto un branco di una quindicina di cinghiali. Mentre i più piccoli, «da mezzo quintale però» se ne sono rimasti un po’ indietro, i quattro adulti, tutti neri, si sono messi attorno a Gargioni e al suo cane, ringhiando con fuori i denti e alzando la coda, ogni tanto raspando per terra come per caricare.

«Io sono arretrato con il cane sempre in mezzo alle gambe fino a quando ho avuto dietro un biancospino, e ai lati le viti – racconta Gargioni ancora un po’ scosso -. Non avevo nulla però con cui spaventarli, allora ho strappato dei pampini e delle foglie di vite, le agitavo davanti i cinghiali e urlavo, urlavo a più non posso, ma quelli niente. Se ne sono rimasti lì in attesa, e appena il cane si muoveva, loro con agilità subito si muovevano a cerchio dietro quello. Ho pensato davvero che volessero caricarmi, mi sono preso un gran bello spavento». Poi gli animali si sono stancati, o forse avevano raggiunto il loro scopo di assicurarsi di non avere grane. Fatto sta che si sono girati e se ne sono andati. «Ma non sono scappati impauriti, tutt’altro – spiega Gargioni -. Si sono girati lentamente, e al piccolo trotto, ogni tanto girandosi indietro, si sono allontanati verso il bosco. È stato un vero sollievo, perché quei due o tre minuti mi sono sembrati un’eternità».

Ieri la notizia circolava tra i cacciatori di San Colombano con ilarità, ma anche con una punta di preoccupazione, per l’aggressività mostrata dagli ungulati. Proprio a San Colombano a settembre potrebbe ricominciare il contenimento dei cinghiali con sparo da postazione fissa in notturna, in collaborazione con la polizia provinciale di Milano.

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12 commenti.
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molpa 10 settembre 2017 15:13
Basta é vero che siamo in un paese dove la libertà è condizionata da chi grida più forte. Ma verdi e animalisti che gridano e insultano non sono certo tanto intelligenti da capire che se vogliamo essere in un paese libero chi vuole andare a caccia va a caccia e chi è contro la caccia sta a casa e non rompe i così detti
Pierino 01 settembre 2017 09:34
STORIA alquanto strana
lucia 31 agosto 2017 22:49
Non erano cinghiali.Erano animalisti mascherati intenzionati a spaventare i cacciatori.Altrimenti avrebbero attaccato invece di andarsene.Da quando un branco circonda una preda e poi lascia il campo ?
UltrasPice 31 agosto 2017 21:02
il togato di turno in questo caso darà ragione al cacciatore perché ha urlato.
caso contrario il togato di turno diede torto alla ragazza torinese perché durante lo stupro invece di urlare continuava a ripetere al ba....do che la stuprava : bastaaaa.
questa è come al solito l'ingiustizia all'itagliana.
Lupin69 31 agosto 2017 18:40
Il problema non sono i cinghiali, ma chi gli rompe le palle.........ste povere bestie ormai campano i 2 metri quadri, quindi è logico che ogni tanto vengano a contatto con i cristiani, ma non per questo vanno eliminati.
bruno59 31 agosto 2017 15:57
..non dovrebbero essere al guinzaglio i cani "da passeggio"?
Questi non lo erano ed hanno rotto le scatole ai suini..
Comunque questo signore avrebbe volentieri fatto la pelle ai suini, per cui perchè stupirsi se questi non erano felici della sua presenza?
tasser 31 agosto 2017 14:41
ahahaha ma se era in giro a portare i cani che importanza ha il fatto che sia un cacciatore? Se succedeva a me avreste scritto che un parrucchiere è stato attaccato dai cinghiali? La caccia in questo articolo proprio non c'entra niente; se invece vi piace riempirvi la bocca con insulti gratuiti fate pure, il web è fatto apposta per questo ultimamente..
E poi mettetevi in testa che la caccia è legale (giusto o sbagliato che sia), se non vi sta bene andate a protestare a Roma o dove preferite ma fino al giorno in cui sarà abolita il cacciatore ha più diritti di voi che insultate!
peter25 31 agosto 2017 14:27
I cinghiali sono un problema molto serio e non bisogna aspettare il morto, caccia si o caccia no è un problema diverso.
VIDARDO81 31 agosto 2017 13:11
Bruno la penso come te. Lo sport piu deficiente del mondo. Non mi venite a dire il contrario per favore con le morali... la sopravvivenza ... che andate voi cacciatori prima della caccia a mollare le prede per sperare che si riproducano per poi sparare loro dopo tre mesi. State a casa la domenica
Marius68 31 agosto 2017 13:06
Bruno, poteva capitare a chiunque. Anche ad una persona a passeggio con un carlino