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Gugnano, parla il procuratore: «Non c’è licenza di uccidere»
11 marzo 2017

«Rimanga evidente per tutti che in Italia non c’è la licenza di uccidere, non si può sparare sempre e a chiunque. Ma finora c’è un solo sicuro autore di un reato, ed è chi è entrato nel perimetro di un’abitazione altrui e ha anche divelto delle inferriate»: il procuratore di Lodi Domenico Chiaro non vuole perdere di vista il diritto, di fronte al dramma di uno straniero ammazzato con un colpo di fucile da caccia da distanza ravvicinata alla schiena e di un imprenditore, il 67enne titolare dell’osteria “dei Amis” di Gugnano di Casaletto Lodigiano Mario Cattaneo, indagato a piede libero per omicidio volontario, rimasto contuso nel faccia a faccia con i ladri e poi interrogato per ore dai carabinieri e dal pm Laura Siani.

«Abbiamo dovuto indagare quest’uomo, non appena è stato rinvenuto il cadavere, perché si possa difendere assistito da un avvocato - prosegue il procuratore -, ed è atto dovuto avviare la contestazione dall’ipotesi più grave. Che poi potrà venire confermata in omicidio volontario o alleggerirsi in eccesso colposo di legittima difesa o rientrare nella non punibilità dell’articolo 52 del codice penale». Un numero che il procuratore ha ripetuto più volte ai cronisti: dal 2006 (uno degli ultimi atti del terzo governo Berlusconi) la cosiddetta “legittima difesa”, che prima si limitava alla condizione di “una difesa proporzionata all’offesa”, è stata ampliata, limitatamente a quanto accade nel domicilio o nei luoghi equiparati, come i negozi, fabbriche o studi, riguardo all’uso di armi legittimamente detenute. La proporzione in queste circostanze sussiste se l’arma è usata “per difendere la propria o altrui incolumità” o “i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione”.

E bisogna quindi accertare non solo cosa abbia fatto l’esercente, ma anche cosa stessero esattamente facendo i ladri .

«L’autopsia fissata per lunedì sarà fondamentale, e grazie al fatto di essere indagato l’imprenditore potrà anche nominare un proprio medico legale di fiducia. La traiettoria della rosa di pallini esplosa da distanza ravvicinata ci dirà molto - prosegue Chiaro -, nel corso delle prime ore sono emerse alcune contraddizioni».

Il procuratore spiega anche perché non sono state disposte misure cautelari: «Non c’è pericolo di fuga, soprattutto, non c’è stata alcuna flagranza perché il corpo della vittima è stato scoperto dopo, solo verso le 5.30, ed è stato l’imprenditore stesso a chiamare i carabinieri alle 3.30 per segnalare che aveva subito un furto». Ma non avrebbe subito detto di aver sparato, un particolare le cui motivazioni sono anch’esse al vaglio, dopo che è emerso che già alcuni anni fa l’uomo avrebbe sparato in aria alcuni colpi a scopo intimidatorio, per mettere in fuga i ladri. «L’arma era sua e legittimamente custodita nella sua abitazione, e le persone che sono entrate nella sua proprietà avevano un cacciavite e un piede di porco, che può fare molto male», conclude il procuratore, che tiene a dare un pubblico plauso ai carabinieri, alla presenza del comandante provinciale tenente colonnello Vittorio Carrara e del capitano Biagio Bertoldi, comandante del nucleo investigativo, «per il grande lavoro di questo e dei prossimi giorni. Perché cerchiamo anche i ladri».

Carlo Catena

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