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BASSA
Il caso
La tangenziale di Codogno ha solo tre anni ma è già malata
4 settembre 2017

Ha solo tre anni. Ma li porta male. La tangenziale di Codogno è una strada nuova ma mostra già i segni del tempo. In più di un tratto l’asfalto è contraddistinto dalle “rughe” tipiche del bitume segnato da anni di traffico. Oltre la rotatoria di Castiglione il rattoppo al centro della carreggiata è evidente. Allo svincolo in cemento di Codogno, la porzione di ex statale divenuta “binario morto” è abbandonata se stessa. Pochi metri di strada dimenticati insieme a un fazzoletto di terra dove doveva sorgere un “giardino”: le piante però non sono mai cresciute. È terra “bruciata”. E l’ex sede del cantiere a ridosso della vecchia casa cantoniera? Un angolo con qualche cartaccia gettata per terra e un jersey abbandonato. In breve tempo poi le piazzole di sosta sono diventate vere e proprie discariche a cielo aperto: i gesti di inciviltà di pochi stanno trasformando un’arteria principale in una vecchia strada di qualche periferia lontana.

L’ultima “grana” per la tangenziale di Codogno risale allo scorso inverno, quando, superando la rotonda venendo da Casale o entrando in rotatoria arrivando da Maleo, era spuntata al centro della carreggiata una montagnetta. Visibile ad occhio nudo e ben percepibile dalle auto in transito. Una deformazione (cedimento localizzato) a ridosso di una sottostruttura di tipo scatolare (cavo idraulico) a cui la Provincia di Lodi ha subito posto rimedio.

Ma la variante vanta una lunga storia “ad ostacoli”. A pochi mesi dall’inaugurazione infatti l’asfalto aveva mostrato segni di cedimento sparsi fra rettilinei e rotatorie (in particolare proprio la rotonda di incrocio per Castiglione, che tuttora mostra alcune ragnatele nell’asfalto): da qui i primi rappezzi. Dopo un anno al buio, la rotonda del Mondial era stata finalmente dotata di illuminazione. Sempre in zona Mondial, la doppia curva da Formula 1 creata là dove prima c’era un rettilineo aveva costretto ad intervenire con segnaletica luminosa e strisce bianche “anti invasione di corsia”. Il sottopassaggio della Mulazzana, il primo inverno, con l’avvento delle grande piogge, si era allagato. Asfalto “poco liscio” anche nel tratto che dall’imboccatura a Casale si dirige verso lo svincolo per Codogno.

Il tutto considerando che i lavori della variante codognese, partiti nel 2011, avevano subìto dal principio uno stop con l’apertura di un contenzioso fra Provincia e ditta incaricata dei lavori (la Fabiani) e che durante la “fase di stop” l’asfalto del braccio Codogno-Cavacurta era andato distrutto. Nel 2013 i lavori erano poi ripartiti fino al taglio del nastro nel 2014.

Sara Gambarini

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10 commenti.
Galileo 09 settembre 2017 10:28
Perché non sono stupito?
Hanno letteralmente appoggiato una striscia di asfalto su terreni agricoli; il fondo del manto stradale è inesistente, lo si vedeva benissimo mentre i cantieri erano aperti. Mi chiedo, nessuno controllava lo stato dell'arte?
mark0 05 settembre 2017 15:57
come inutile OGNI commento di never summer, su animali, infrastrutture....
satchel 05 settembre 2017 10:21
PER Never Summer e Alesgobbi: voi dove abitate? Io vivo a Codogno e da quando la tangenziale è stata inaugurata il traffico sulla circonvallazione si è notevolmente ridotto, soprattutto quello pesante. Non la ritengo affatto un'opera inutile, come non ritengo inutile il lodigiano!
Piero 05 settembre 2017 06:45
Io che abito a meno di un Km dalla tangenziale posso dire che veramente non sembra una strada costruita da poco e i sottopassi in direzione Mulazzana versano in condizioni veramente precarie con erba alta e scritte vandaliche gia' segnalate e viste dai Carabinieri.Si...possiamo dire che si tratta del classico pasticcio all'Italiana
alesgobbi 04 settembre 2017 23:03
Che sia una strada inutile lo si deduce dallo scarso traffico. E che la qualità fosse scarsa lo si era capito dalle voragini comparse praticamente subito ai bordi dei mini-rondò. E per fortuna non ci va mai nessuno, altrimenti si sarebbe distrutta in molto meno tempo, adesso sarebbe pericolosa e toccherebbe spendere molti più soldi per ripararla come si deve, anziché rattopparla.
ezio 04 settembre 2017 17:45
never summer
sarà ma non è inutile
woofer 04 settembre 2017 17:38
ma la garanzia di buona esecuzione e di certificazione della qualità dei materiali utilizzati non viene mai richiesta? possibile che a Lodi ci sia un sottopassaggio costruito in epoca fascista che non ha ancora oggi bisogno di manutenzione e queste opere nuove non durino invece piu' di qualche anno?????
RIN 04 settembre 2017 16:12
Questi sono i lavori all'italiana, dove non c'è mai un responsabile!!!!
UltrasPice 04 settembre 2017 15:28
io ci passo quotidianamente ed in effetti il manto stradale dalla rotatoria di cavacurta a quella di Pizzighettone è già stato rifatto perché versava in pessime condizioni
never summer 04 settembre 2017 14:59
all'inaugurazione tutti 'taralucci e vino'... adesso sembra di stare nel terzo mondo. opera inutile. come del resto è inutile il lodigiano.