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Cre
Inchiesta fanghi, chiesto il processo per 12 persone
17 marzo 2017

Dodici richieste di rinvio a giudizio della direzione distrettuale antimafia di Milano dopo lo scandalo del mancato rispetto delle procedure di sanificazione e dei quantitativi nelle operazioni di raccolta, trattamento e spandimento dei fanghi nei campi, che aveva fatto finire sotto sequestro gli impianti della Cre - Centro ricerche ecologiche di Maccastorna, Meleti e Lomello il 13 luglio dello scorso anno, con sei arresti domiciliari. Il 3 aprile compariranno davanti al gup di Milano l’amministratore unico della Cre all’epoca dei fatti R.E.V., 51 anni, di Arcore (Monza), i 5 dipendenti A.C., 56 anni, di Milano, A.F., 40, di Dorno (Pavia), M.B., 54, di Sesto e Uniti (Cremona), G.V., 53 anni, di Acquanegra Cremonese e G.T., 56 anni, di Castelnuovo Bocca d’Adda, e anche agricoltori o terzisti: i cremonesi V.B. e R.M., E.B. di Brembio, e i pavesi R.B. e D.F.. Ma anche A.V., padre dell’amministratore unico, si è aggiunto in questi mesi agli 11 originari indagati; c’è chi ricorda che negli anni ‘90 emerse che una sua società pagò per 4 estati l’affitto di una villa in Sardegna utilizzata anche da Roberto Formigoni.

L’accusa più grave è rimasta di attività organizzata per la gestione illecita di rifiuti. Le indagini erano state avviate nel 2011 dalla polizia provinciale di Lodi che aveva deciso (finalmente) di approfondire una segnalazione di odori molesti senza limitarsi, come in precedenza avvenuto, a prendere atto dell’apparente regolarità della documentazione esibita da contadini e spanditori. I fanghi in questione provengono dai depuratori civili e industriali, e secondo l’accusa in diversi casi, per oltre 8mila tonnellate, sarebbero stati buttati nelle campagne tali e quali. La Provinciale aveva indagato fino al 2015 e poi la Dda di Milano aveva delegato ulteriori approfondimenti ai carabinieri del Noe. Contestate circa quattrocento operazioni di spandimento difformi dalle autorizzazioni provinciali, nelle campagne del Lodigiano, del Pavese e del Cremonese, rese possibili anche ricorrendo alla falsificazione di documenti e a contabilità parallele.

CArlo Catena

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5 commenti.
PAMPURIO 17 marzo 2017 20:43
@never summer, l'elenco è lungo. l'80% degli agricoltori. Non ci sono solo i fanghi!
never summer 17 marzo 2017 17:16
non sono minorenni... FUORI I NOMI di sti 'signori'
scontenta 17 marzo 2017 15:34
questi bravi uomini danneggiano la loro terra, i loro concittadini , i loro e i nostri figli!!!
mi sembrano peggio di quelli che vengono da lontano a derubarci
gianca52 17 marzo 2017 12:06
cipicchia...tutti dell'EST
PAMPURIO 17 marzo 2017 11:47
Erano anni che noi, poveri pirla e ignoranti, segnalavamo il sospetto che quei fanghi fossero puro veleno. ASL, Provincia e Comuni hanno sempre fatto finta di nulla. L'unica attività era di rimpallarsi la responsabilità su chi doveva controllare. Ora aspettiamo ancora un po' di anni a verificare quali veleni gli agricoltori (sic) spandono allegramente nei campi.
Formigoni? Pure qua. Eppure questo nessuno lo tocca.