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S. Marcolino da Forlì
IL GIORNALE IN EDICOLA
BASSA
Dopo 5 mesi
Nessuna bonifica per la discarica trovata a Corte Sant’Andrea
6 gennaio 2017

Dopo quasi cinque mesi nulla è cambiato nella maxi discarica lungo la via Francigena a Corte Sant’Andrea, sequestrata il 13 settembre 2016 dal Nucleo mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Lodi. Quel giorno i finanzieri misero i sigilli (almeno idealmente, poi vedremo il perchè)a un’area scoperta e a un attiguo cascinale (circa 4.500 metri quadrati di superficie totale) in cui sono stati scaricati quintali di materiale classificato dalla Finanza come «rifiuti pericolosi»: eternit, solventi, vernici, carcasse di autovetture e di automezzi pesanti, inerti, elettrodomestici e pneumatici. Una cittadina di origine egiziana, M.W., di 46 anni, residente a Milano e proprietaria dell’area è stata indagata dalla Procura di Lodi che aveva anche provveduto a segnalare all’Autorità di bacino del Po, all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente di Lodi e al Comune di Senna la presenza di questi rifiuti «esposti agli agenti atmosferici e al dilavamento» atmosferico, si segnalava nel comunicato stampa rilasciato all’indomani del sequestro dalla Finanza, con il conseguente rischio di«infiltrazione di percolati nel terreno». Questo a settembre. Ieri mattina la situazione era come l’avevamo lasciata il 13 settembre a eccezione dei cartelli di sequestro appiccicati dai finanzieri sul cancello d’ingresso del cascinale e sul portellone posteriore del camion Mercedes Benz 1117 targato AE713FV lasciato da tempo immemore sul terreno antistante. Sole e pioggia hanno seccato lo scotch con cui sono stati collocati. Quello sul furgone è a un passo dall’essere strappato via dal vento. Parla di «sigilli» inesistenti: il furgone si può aprire senza problemi tanto che qualcuno lo ha già fatto. L’abitacolo ha il lettino abbassato, il sedile del passeggere reclinato e mostra altri segni di bivacco. Parte dell’area attorno al mezzo è delimitata da semplice nastro di plastica mentre il cancello (in realtà una semplice lamiera ondulata tenuta su in qualche modo) è chiuso con semplice fil di ferro. «Non posso dire nulla. La situazione è sotto controllo» si limita a dire il sindaco di Senna Francesco Premoli, contattato per avere aggiornamenti sull’avvio della bonifica dell’area. «Sotto controllo» relativamente: se chi sta scrivendo avesse voluto animare la giornata della piccola comunità di Corte Sant’Andrea non avrebbe avuto problemi a dare fuoco al camion. Così, giusto per (stupido) divertimento. Oppure per fare sparire le tracce di qualche reato, vista la presenza sull’area di mezzi di dubbia provenienza. L’unica certezza in questa vicenda è che lo spettacolo della maxi discarica accoglie da un bel po’ i pellegrini che percorrono la Via Francigena e che da qui transitano dopo avere attraversato il Po: già dal 2011, hanno accertato i finanzieri, i rifiuti erano visibili perfino da Google Maps. La speranza è che a breve possano sparire anche dalle fotografie dei satelliti di Google dai ricordi dei pellegrini di tutto il mondo.

Fabrizio Tummolillo

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2 commenti.
Jaco69 07 gennaio 2017 08:56
Il terreno sarà pure intestato a qualcuno no?
albino marx 07 gennaio 2017 08:34
Un altro esempio della sensibilità ecologica del Lodigiano e l'ennesima incapacità delle Istituzioni di far rispettare la legge. Siamo il Paese delle banane.