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S. Vincenzo di Lérins
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PRIMOPIANO
Boschi
Nel Lodigiano scomparso l’80 per cento dei pioppeti
17 febbraio 2017

Il pioppo è da sempre uno degli alberi che rappresentano il territorio padano, con i lunghi filari a tratteggiare l’orizzonte dei campi, a costeggiare le sponde dei fiumi. Tutto questo sta scomparendo, neanche troppo lentamente. Secondo i dati portati da Coldiretti Lombardia, infatti, le maggiori concentrazioni di pioppi si trovano in provincia di Mantova e Pavia, entrambe con più di mille ettari, ma anche la campagna lodigiana arriva ad avere 179 ettari piantumati con pioppi. Purtroppo, in tutta la regione ci sono cali decisi, e la provincia di Lodi è arrivata a perdere, in due anni, l’81 per cento dei suoi boschi, seguendo un trend che è simile a quello del resto della Lombardia. Al di là del record negativo della provincia di Bergamo, che ha perso il 95 per cento dei suoi ettari coltivati a pioppeto, in tutta la Lombardia il calo è in media del 77 per cento, passando dai 13589 ettari del 2014, ai 3158 di oggi.

«Nonostante tutto – spiega la Coldiretti regionale – in Lombardia resiste ancora un patrimonio di oltre 900mila alberi di pioppo, usati sia nell’industria del legno che in quella della carta, con quotazioni che variano dai 45 ai 65 euro a pianta, a seconda della qualità».

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7 commenti.
scontenta 19 febbraio 2017 22:45
l ambiente , il territorio è uno dei tanti problemi di cui ci si dovrebbe occupare ma siamo così lontani dalle soluzioni,così indietro culturalmente ,così miopi ed ottusi.....
Pessimistico pensiero, vorrei tanto essere contraddetta dai fatti
albino marx 18 febbraio 2017 09:27
Qualcuno pensa che l’Agricoltore sia un amante della Natura? L’Agricoltore è amante del portafoglio. I pioppeti vengono considerati coltivazione e non bosco. Normalmente venivano piantati in zone golenali dove diventava difficile e rischioso coltivare. Spesso queste sono aree Demaniali. La tendenza a non piantare più pioppi, è l’andamento del mercato. Per mettere a reddito un pioppeto ci vogliono minimo dieci anni ed anche se tale coltivazione non presuppone un grosso impegno, non è comunque indenne dal rischio del vento che potrebbe estirparli. Il business del biogas, sta aprendo nuove prospettive. Io sono dell’idea che la Regione, dovrebbe individuare tutte le aree demaniali e non darle in concessione ma riqualificarle a bosco con severi controlli.
PAMPURIO 17 febbraio 2017 13:58
Non solo pioppeti, ma anche i filari, tranne pochissime eccezioni sono scomparsi nell'indifferenza, anzi con il beneplacito degli Amministratori locali.
"Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche".
scontenta 17 febbraio 2017 13:45
i boschi di pioppi ridurrebbero l'inquinamento
Druido 17 febbraio 2017 13:39
Mi spiace per i pioppeti.....ma fra poco spunteranno i palmeti.....
everlast 17 febbraio 2017 13:26
Confermo purtroppo. Sono cresciuto circondato da pioppeti. Ora è tutto pelato e a 360 gradi vedo in lontananza le luci degli altri paesi/logistiche che prima non vedevo (o meglio...che prima non c'erano!). In estate era un piacere sentire l'arrivo del temporale preannunciato dall'improvviso stormire delle foglie. E che "nevicate" quando era il periodo dei semi! Non come ora che siamo tutti istericamente allergici a tutto. Comunque sarà tutta questione di rendita. Il moderno imprenditore-contadino avrà trovato qualcosa di più conveniente da fare con quei terreni. Tipo spandere fanghi di depurazione per raddoppiare il raccolto dell'onnipresente mais...
Fender 17 febbraio 2017 11:53
Ma aumentate a dismisura le logistiche!!!!!!!