NEWS
lunedì 26 giugno 2017 ore 08:59
S. Vigilio
IL GIORNALE IN EDICOLA
LODI
I numeri
Popolazione in calo: il Lodigiano si sta svuotando
19 giugno 2017

È ufficiale, la popolazione residente in provincia di Lodi ha smesso di crescere. Per il secondo anno consecutivo il numero degli abitanti nei 61 comuni del territorio ha fatto complessivamente registrare un pur lieve calo: erano 229.413 il 1° gennaio 2016, si sono ridotti a 229.338 al 31 dicembre. Dei principali centri crescono Lodi (+267) e Codogno (+118), mentre diminuiscono Casalpusterlengo (-139) e Sant’Angelo Lodigiano (-124). Continua l’emorragia nei piccoli centri della Bassa.

®Riproduzione riservata
INVIACI IL TUO COMMENTO
Commento (non deve superare i 1500 caratteri)
I commenti vengono moderati dalla redazione
18 commenti.
<< < 1 2 > >>
mrkatio 21 giugno 2017 17:14
Se ne vanno?.....peggio per loro ....rimpiangeranno il lodigiano..
UltrasPice 21 giugno 2017 10:31
La strategia del governo sarà quindi “svuotare” pian piano i CAS e rendere più appetibile l’apertura degli SPRAR: l’idea è che più comuni aderiscono al progetto e meno bisogno ci sarà di ricorrere ai bandi straordinari per i CAS, sgraditi alle amministrazioni locali e poco efficienti dal punto di vista dell’integrazione. la strategia dell'insediamento non è attribuibile a sindaci o giunte ma solo del governo e in questo caso del promotore alfano.
UltrasPice 21 giugno 2017 10:27
evitiamo di parlare come fossimo al bar parte 3 Il decreto legge, in sostanza, cerca di incentivare l’ingresso nel programma SPRAR semplificando i procedimenti burocratici per ottenere in fondi e rinnovare i programmi già esistenti. L’accordo fra ANCI e governo invece, prevede quella che è stata chiamata una “clausola di salvaguardia”: ai comuni che aderiranno volontariamente alla rete SPRAR verrà garantito il rispetto di una quota di 2,5 richiedenti asilo ogni 1000 abitanti, e allo stesso tempo il governo si impegna a non aprire in quel territorio altri tipi di centri accoglienza. Antonio Decaro, sindaco di Bari eletto col centrosinistra e presidente dell’ANCI, ha spiegato: «Il problema che abbiamo avuto è stato quello della distribuzione non equilibrata sul territorio: ci sono stati comuni con 3200 abitanti e 1200 migranti che hanno trovato collocazione in una caserma. [In questo modo] i sindaci non saranno più bypassati dalle prefetture».
I SINDACI NON SARANNO PIU BYPASSATI DALLE PREFETTURE (fantascienza)
UltrasPice 21 giugno 2017 10:24
evitiamo di parlare come fossimo al bar parte 3 C’è una ragione, però, per cui attualmente gli SPRAR ospitano solamente 23mila persone a fronte dei 133mila ospiti dei CAS: gli SPRAR vanno aperti in collaborazione con i comuni, e dato che gli ospiti sono soggetti a progetti di integrazione che durano diversi anni, strutture di questo tipo rimangono aperte necessariamente più a lungo rispetto ai CAS. Non tutte le amministrazioni hanno voluto pagare il prezzo politico della presenza di questi centri: in Veneto per esempio, dove la Lega Nord e il centrodestra sono molto forti, sui quasi 15mila migranti ospitati nel proprio territorio ad ottobre solamente 500 fanno parte di strutture SPRAR. Nel 2015 la regione aveva accolto appena l’1,7 per cento del numero totale delle persone ospitate negli SPRAR italiani, metà delle quali abitavano in strutture di Lazio, Sicilia e Puglia.

UltrasPice 21 giugno 2017 10:22
evitiamo di parlare come fossimo al bar parte 2 I CAS sono considerati uno strumento efficace per gestire flussi straordinari di persone – consentono in tempi relativamente rapidi di aumentare le capacità di ricezione e accoglienza di ciascuna regione – e oggi offrono circa l’80 per cento dei posti disponibili per l’accoglienza in Italia. Il guaio è che sono inadatti a gestire un flusso costante di persone, e a lungo termine nessuno ci guadagna davvero: i comuni si ritrovano a fare i conti con una struttura che è stata aperta senza il loro appoggio, e che magari ha scombussolato la vita di un piccolo paese di periferia; i migranti rimangono parcheggiati per mesi o anni – in attesa che venga esaminata la loro richiesta di asilo – in posti che non hanno fra gli obiettivi fare integrazione, ma solo fornire loro un tetto e un pasto. Qualcosa però negli ultimi mesi si è mossa.
UltrasPice 21 giugno 2017 10:20
credo sarebbe meglio evitare di parlare come se si fosse al bar.
Il ministero, in base a questi criteri, decide in quale regione e provincia sistemare i nuovi arrivati, e avvisa le prefetture interessate di attivarsi per trovare i posti necessari. I tradizionali centri di accoglienza – quelli che si chiamavano variamente CPA o CARA, e che da qualche tempo si chiamano hub – esistono solamente in sette regioni e sono sempre pieni. Di conseguenza, a fronte del flusso costante di arrivi, le prefetture si sono abituate ad usare l’unico strumento a propria disposizione per occuparsi del problema in tempi relativamente brevi: i bandi per l’apertura dei CAS. Questi centri, che arrivano a ospitare anche centinaia di persone, rimangono formalmente sotto il controllo della prefettura, ma l’attività giornaliera di ciascuna struttura viene gestita dall’associazione o cooperativa che vince il bando: materialmente si tratta di prendere in affitto un locale – sono i famosi alberghi di cui si parla spesso, che accettano anche solo per arrotondare – e garantire agli ospiti tre pasti quotidiani e un posto per dormire.
xenon 20 giugno 2017 17:42
Giordano, dimenticavo: anche io non sono d'accordo con questo tipo di accoglienza.
xenon 20 giugno 2017 17:41
Il danno c'è anche senza lo ius soli, che non è stato ancora approvato. Gli anti stranieri ( Maroni e Zaia) hanno riempito le loro regioni di stranieri e migranti, avendo la più alta percentuale di accoglienza. Se loro non sono stati capaci di opporsi, spiegami come potrebbe farlo la Casanova. Il resto del programma è solo bla-bla-bla. Segalini, ti dice niente?
giordano71 20 giugno 2017 10:27
caro xenon
viminale e prefettura ti dicono nulla??certo che è colpa della sinistra.ci mancherebbe altro!lo ius soli ad esempio chi lo vuole?
non ho nulla a che vedere con la lega e non lancio slogan di nessun tipo.
sono solo stanco di vedere un accoglienza superficiale e senza alcun criterio logico e che si traduce in malessere per chi ospita e chi viene ospitato.
xenon 20 giugno 2017 09:24
giordano71, leggi ogni tanto quel che scrivo. Per te è colpa della sinistra? Allora spiegami, come mai succede con una Regione amministrata dalla Lega? La Lombardia e il Veneto sono amministrate dalla Lega e hanno la più alta percentuale di stranieri. Sicuramente ti ho messo in difficoltà. Lo slogan " Prima i lodigiani" è solo uno specchietto per le allodole. Ci sono comuni amministrati dalla Lega, nel lodigiano. Vai a vedere la situazione.